Aeroporto di Cagliari da privatizzare, dubbi sulla «solidità finanziaria dell’operazione»
Così si legge nella relazione dell’advisor della Regione dedicata a valutare il passaggio di mano dello scalo sotto il profilo economico e patrimoniale: oggi il Mameli è una struttura a gestione pubblicaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Le motivazioni addotte dalla Camera di commercio di Cagliari e Oristano (Cciaa) restano ancorate a stime programmatiche e non bastano a supportare in modo esaustivo e attendibile la legittimità e la convenienza della scelta gestionale fatta». È questo uno dei passaggi con cui l’advisor della Regione, lo studio Lca di Milano, esprime dubbi sull’operazione della Cciaa, ovvero la privatizzazione dello scalo del capoluogo, di cui l’ente detiene il 94,45% attraverso la società di gestione Sogaer.
I rilievi
A subentrare nell’aeroporto sarà, secondo gli accordi sottoscritti il 5 ottobre del 2023, F2i Ligantia, il fondo di investimento che è già l’azionista di maggioranza a Olbia e ad Alghero. Il Mameli di Cagliari, invece, è ancora uno scalo non privato, visto che la Cciaa è un ente pubblico (non economico). La Camera, però, vuole cederlo per acquisire il 40,5% nella holding della gestione unica a guida F2i Ligantia. Solo che l’operazione si basa «su stime previsionali e ipotesi aleatorie che non risultano sufficientemente fondate per dimostrare la (sua) reale sostenibilità finanziaria», hanno scritto da Lca, a cui la Giunta Todde ha commissionato uno «studio specialistico» per avere un parere terzo.
La posizione
I dubbi dell’advisor non sono nuovi. Gli esperti di Milano esprimono scetticismo sotto il profilo economico, finanziario e patrimoniale dell’operazione allineandosi al parere della Corte dei Conti, datato 2023 e firmato dal collegio presieduto da Antonio Contu. «Le valutazioni» a supporto della privatizzazione «risultano incomplete e carenti di solidità, in quanto basate su proiezioni di lungo periodo (fino al 2030) e non sempre supportate da piani approvati dai Cda delle società coinvolte». Nei sei file consegnati alla Regione – sono centinaia di pagine corredate da grafici e tabelle – l’advisor ha già espresso perplessità sulla carenza di «interesse pubblico» dell’operazione e anche le stime economiche degli aeroporti (lo scalo di Olbia è valutato due volte e mezzo il Mameli di Cagliari) non hanno convinto. Nella futura società unica di gestione la Giunta Todde vuole entrare spendendo 30 milioni di euro per acquisire il 9,25%. F2i Ligantia avrebbe il 40,25%, la Camera di commercio il 40,5%.
