"Una fantasia moderna", Edina Altara in mostra a Nuoro
Allo Spazio Ilisso il percorso curato da Giuliana Altea, con le opere della poliedrica artista sassareseEdina Altara, 1928 (foto Archivio L'Unione Sarda)
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Donna e artista di grande creatività e versatilità nel Novecento sardo, a cui il tempo sta rendendo finalmente giustizia: non a caso, è in arrivo a Nuoro la più ampia e organica mostra finora dedicata alla pittrice, illustratrice e pioniera del design isolano Edina Altara, in un percorso curato da Giuliana Altea e ospitato allo Spazio Ilisso di via Brofferio 23, dove resta esposta fino al 2 maggio 2027. Con il nome di Altara accompagnato nel titolo da "Una fantasia moderna" – a sottolinearne il talento visionario – l'inaugurazione è attesa questo sabato alle 11.
Quella di Altara è infatti una figura assai originale, seppur non ancora pienamente riconosciuta nel panorama artistico del Secolo Breve italiano, grazie al suo approccio trasversale e oltre i canoni gerarchici tra arti maggiori e arti minori, unito a un linguaggio fortemente decorativo e un immaginario colto e al contempo ingenuo. E pure se sono numerose le precedenti rassegne a lei dedicate, ciascuna di esse è rimasta delimitata a collezioni parziali: ma adesso, il museo nuorese propone un'esaustiva selezione fondata anche sugli studi più recenti, e in particolare sul volume firmato da Altea "Edina Altara. Pittrice, illustratrice, decoratrice", edito l'anno scorso per Ilisso, in un'esposizione resa possibile anche grazie alla ventennale ricerca e raccolta portata avanti dal pronipote di Altara, Federico Spano.
"Una fantasia moderna" intende infatti rappresentare ogni singolo ambito creativo dell'artista sassarese, andando così a comprendere i collage di carte colorate, le ceramiche create per Lenci e altre ditte del settore, le illustrazioni per riviste e libri realizzate da sola o in coppia con il compagno Vittorio Accornero, quasi del tutto integre, le cartoline e tavole pubblicitarie e i calendarietti profumati, i figurini di moda e i dipinti, da lei compiuti su tavola, lavagna e anche cristallo. La mostra documenta anche i giocattoli in cartone creati da Altara ai suoi esordi e oggi perduti per via della loro fragilità, grazie a fotografie d'epoca, fra le quali ci sono alcune immagini scattate sotto la direzione di Altara, dove la stessa è ritratta in fantasiosi abiti da lei disegnati: una prova ulteriore della sua forte identità artistica, tesa all'incarnazione di un suo personale ideale di stile.
Ma il cuore della mostra comprende pure il sodalizio artistico con l'architetto Gio Ponti, durato un decennio e per la prima volta raccontato in maniera così estesa, attraverso arredi, specchi e pannelli dipinti e pensati come parte di navi, mobili e ambienti progettati dal designer milanese. Altara inoltre pubblicò articoli e disegni sulle riviste "Bellezza" e "Stile" create da Ponti, con lo stesso che ne presentò la produzione su "Domus" con grandi elogi: tra le opere, la porta di casa Lucano a Milano (1951), residenza di fantasia proposta dall'architetto come idea di libertà nella progettazione degli interni. In mostra anche le lettere "disegnate" di Ponti e i due ritratti di quest'ultimo firmati da Altara.
Con la curatela di Altea che ha ricevuto il contributo di Antonello Cuccu per il progetto espositivo e di Artigianato & Design per l'allestimento, l'iniziativa viene realizzata con il sostegno della Fondazione di Sardegna, accompagnata anche da un catalogo pubblicato per Ilisso Edizioni.
