Sciolto a Gesico il voto secolare a San Sebastiano Martire
Una festa di devozione e identità, nata come protezione contro la peste e documentata dal 1592Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Anche quest’anno a Gesico è stato sciolto l’antico voto legato a San Sebastiano Martire, una promessa solenne nata come protezione contro la peste e documentata con certezza almeno dal 1592. Fu il magnifico rettore Juan Francisco Gessa a introdurre il voto e a far edificare una chiesetta in onore del santo sulle pendici dell’omonimo nuraghe, luogo che ancora oggi rappresenta un riferimento identitario e spirituale per la comunità.
La festa, promossa dalla Parrocchia Santa Giusta e dal Comune di Gesico, con la collaborazione della Protezione civile di Gesico e Senorbì e della Pro loco, ha dovuto fare i conti con il maltempo che per oltre venti giorni ne ha imposto il rinvio. Finalmente, però, il cielo ha concesso una tregua e il paese ha risposto con una partecipazione forse superiore alle attese. «Una serata intensa e suggestiva, capace di centrare tutti gli obiettivi prefissati dagli organizzatori, compreso quello di “Su Cumbidu”, accolto con grande soddisfazione», dice il presidente Pro loco, Carlo Carta.
Particolarmente sentita la messa celebrata dal parroco don Davide Pau, impreziosita dalle launeddas di Sandro Frau e Massimo Atzori, dalla chitarra di Paolo Manca e dall’organetto di Edoardo Manca. Un momento di forte raccoglimento che ha testimoniato, ancora una volta, la profonda devozione della comunità del piccolo paese della Trexenta nei confronti del Santo martire. Il tradizionale “Su Foghidoni”, massima espressione di questo legame secolare, ha suggellato una celebrazione partecipata e carica di significato.
