“Padri, storie e racconti”: a Oristano l’incontro con Fiammetta Borsellino
La figlia del giudice Paolo Borsellino ospite del progetto frutto della collaborazione tra la Caritas diocesana e il Carcere di MassamaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Martedì 12 maggio, alle ore 18, il Museo Diocesano di Oristano aprirà le sue porte a un incontro che promette di toccare corde profonde. La figlia del giudice Paolo Borsellino, Fiammetta, sarà ospite di una serata dedicata al tema della paternità, organizzata nell’ambito del progetto “Padri, storie e racconti”, frutto della collaborazione tra la Caritas diocesana e il Carcere di Massama.
«Tutto è nato all'interno del carcere», si legge in una nota dell’Arcidiocesi di Oristano, «dove è stato avviato un percorso di scrittura autobiografica con i detenuti. L’obiettivo non è solo letterario. Scrivere di sé, ripercorrere la propria storia, significa fare i conti con chi si è stati e con chi si vorrebbe essere. È uno strumento potente per far crescere l’autostima e la consapevolezza di sé». Il tema che ha preso forma, quasi naturalmente, durante questo percorso, è stato quello della paternità. «Tra le storie emerse dai nostri incontri, quella del padre, della sua assenza, della sua presenza, del peso e del dono che rappresenta, è tornata con insistenza», spiegano gli organizzatori. «È un tema che abbiamo sentito il bisogno di allargare, di portare fuori dalle mura del carcere e di intrecciare con il cammino della pastorale diocesana. Perché la consapevolezza del proprio ruolo di padre o della propria esperienza con un padre, è qualcosa che riguarda tutti ed è un terreno su cui cresce la persona». Da qui, l’idea di costruire un dialogo più ampio, che ha coinvolto la Caritas, l’Azione cattolica, la Pastorale familiare e giovanile dell’Arcidiocesi di Oristano, per una testimonianza capace di parlare a tutti.
La scelta di invitare Fiammetta Borsellino, poi, non è stata casuale. «La sua esperienza è profondamente legata al rapporto con suo padre», si legge sempre nella nota. Un padre che è stato simbolo di giustizia e di coraggio, e che ha lasciato un’eredità enorme nella vita di sua figlia. Attraverso la sua testimonianza, gli organizzatori sperano così di toccare qualcosa di universale: il senso di comunità, la memoria civile, il modo in cui le storie personali si intrecciano con quelle collettive. La serata si svolgerà in forma di dialogo, non una conferenza, ma un incontro autentico, in cui la testimonianza di Fiammetta Borsellino potrà risuonare e incontrare le storie di chi sarà presente. «Vogliamo che sia un momento di comunità vera», concludono gli organizzatori. «Un’occasione per riflettere insieme su cosa significa essere padri, essere figli, e su come queste relazioni fondamentali plasmino il nostro senso di appartenenza civile e umana».
