Noi uomini del XXI secolo siamo abituati a vivere in un mondo in cui sono gli economisti a dettare le regole e mercato e finanza spesso determinano le politiche degli Stati, mentre il conto in banca e i guadagni definiscono le gerarchie sociali e in qualche modo l’individualità di ciascuno di noi. Il denaro ha un ruolo decisivo e viene spesso considerato un metro con cui misurare quello che stiamo facendo. Pensiamo solo a quanto spesso calcoliamo se valga la pena o no intraprendere un’attività in base alla retribuzione promessa. L’uomo contemporaneo è quindi precipuamente “homo oeconomicus” – cioè, è un essere che si identifica nell’economia - e come tale fatica anche solo a pensare che in altre epoche gli esseri umani potessero agire in base a criteri generali diversi da quelli attuali, individuati in base a scale di valori estranee al nostro tempo. Fatica anche a pensare che ci possano essere regole diverse da quelle dell’economia monetaria e finanziaria attuale per gestire il mondo. E questo nonostante le regole economiche odierne siano spesso basate sulla diseguaglianza, troppe volte sullo sfruttamento dei più deboli e su vere e proprie illegalità.

Il volume Dove si nascondono i soldi? (il Saggiatore, 2025, pp. 336, anche e-book) della giornalista canadese Atossa Araxia Abrahamian ci guida allora a scoprire come i potenti hanno trasformato il pianeta in una costellazione di eccezioni legali che sfidano ogni principio di giustizia e cittadinanza. Obbiettivo: accumulare sempre più denaro, nascondendolo al fisco, alle regole degli Stati e impedendo così che queste ricchezze vadano anche a vantaggio delle comunità sotto forma di tassazione.

La copertina del libro

Per raccontare questa realtà alternativa e concreta, Atossa Araxia Abrahamian he deciso di seguire le rotte del capitale lungo i corridoi legali e illegali che lo proteggono da qualunque controllo: dalle banche private svizzere ai porti franchi che celano miliardi in opere d’arte, dalle zone economiche speciali che sorreggono interi Pil alle bandiere di convenienza che liberano l’industria marittima da ogni responsabilità, fino alle nuove utopie extraterrestri – soggette a regimi di tassazione propri – come il regno spaziale di Asgardia, una micronazione orbitante attorno alle Terra e totalmente svincolata dal controllo degli Stati terrestri. Di conto cifrato in conto cifrato Abrahamian ci rivela così con evidenza inquietante come questo impero sommerso e opaco sia oggi diventato l'impalcatura stessa che sorregge il capitalismo globale, costellata di enclavi extraterritoriali, città in concessione e prigioni offshore dove la sovranità si compra e si vende: un insieme di agenti anonimi che operano solo per il profitto personale, causando ovunque disuguaglianze economiche, sfruttamento dei più deboli, erosione dei diritti sociali, devastazione ambientale, crisi della democrazia. Insomma, una indagine inquietante che ridisegna la mappa del mondo per come lo conosciamo attraverso il racconto dell’impero nascosto tra conti cifrati e paradisi fiscali.

Dove si nascondono i soldi? ci mette davanti a questo universo, mostrandocene i dettagli e le increspature, costringendoci al confronto con domande che non possiamo più permetterci di ignorare: fino a che punto possiamo tollerare un mondo in cui le regole valgono solo per chi non ha il potere di cambiarle? Fino a quando possiamo ancora tollerare che il denaro pieghi le regole e alteri i le forme delle nostre democrazie?

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