“La mente radiosa”: di cosa ha bisogno il nostro cervello per essere al meglio
Nel volume scritto da Eliana Liotta e dalla neuroscenziata Michela Matteoli un interessante punto di vista sulle nostre attività cerebraliPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La nostra mente è molto più complessa di quanto si pensasse fino a pochi decenni fa. È un “organo” plastico che si forma nel tempo e si adatta, che si modella a seconda di quello che lo “nutre”: il cibo, naturalmente, ma anche il sonno, le relazioni con gli altri, il piacere, il bello, le letture e molte altre cose. Mente, cervello, corpo e microbiota intestinale, infatti, dialogano tra loro continuamente e maggiore è questo dialogo, migliore è la qualità della nostra vita.
A confermarcelo è Eliana Liotta, giornalista e autrice di diversi bestseller scientifici, che ha firmato assieme alla neuroscienziata Michela Matteoli un libro che già dal titolo promette molto: La mente radiosa (Sonzogno, 2026, Euro 18,00, pp. 240. Anche Ebook). Diciamolo subito: le promesse del titolo sono ampiamente mantenute da un volume che propone un punto di vista originale nel raccontare le nostre attività cerebrali. Liotta e Matteoli descrivono una mente incarnata nel cervello e in dialogo continuo con il corpo e con il microbiota intestinale. Se questa dimensione materiale merita interesse, a partire dall’alimentazione, le nostre menti hanno fame anche di sentimenti, spiritualità, pace. Sono creatrici di mondi che palpitano nella musica, nell’arte, nei teatri, nei film. E tutti questi pensieri, esperienze, emozioni ci modificano e incidono sul nostro stare al mondo. Quindi è fondamentale per la nostra mente essere ben nutrita a 360 gradi.
Il cervello ha prima di tutto fame di cibo vero e proprio: è la parte più affamata del nostro corpo. Stando però ai dati sulla popolazione italiana ed europea, corriamo il rischio altissimo che i nostri cervelli siano malnutriti, che siano carenti di almeno nove sostanze, come gli omega-3 e le vitamine del gruppo B. Una delle ragioni è il progressivo abbandono della dieta mediterranea: solo il 43% degli italiani la segue davvero e tra i giovani l’adesione scende al 32,8% Il risultato è che l’alimentazione in media risulta carente di numerosi nutrienti cruciali per il cervello. Non stupisce che la conseguenza siano stati ansiosi, senso di fatica, difficoltà di concentrazione o disturbi del sonno. E meno si dorme, peggio sta la nostra mente. Il primo vantaggio del sonno è che serve a inibire il cortisolo, l’ormone della vigilanza (e dello stress), mandando giù la pressione arteriosa e i battiti del cuore. Mettiamo a dormire l’apparato cardiocircolatorio e si riposa anche la nostra testa. Dosare riposo e veglia riduce il rischio di demenze, di malattie cardiovascolari, di diabete, di obesità e di alcuni tumori. Ci fa quindi stare meglio assieme al fatto di praticare attività fisica, a tutte le età e al fatto di passare più tempo possibile al Sole e all’aria aperta. La luce è uno dei regolatori più potenti del nostro orologio biologico e quindi passare tempo all’aperto e cercare il buio la sera ci aiuta a dormire meglio. Al Sole, poi, produciamo vitamina D: averne buoni livelli previene il declino cognitivo.
Ma La mente radiosa non ci parla solo di nutrimenti materiali, ma soprattutto di nutrimenti immateriali che contribuiscono al nostro “benessere cerebrale. Il nostro cervello ama l’amore e l’amicizia. Prove schiaccianti suggeriscono che abbiamo bisogno gli uni degli altri. Per la felicità, per la salute e per la longevità.
Lo dimostra anche quello che sta emergendo dagli studi più recenti sui tanti centenari dell’Ogliastra. Vivono più a lungo e in buona salute perché non sono mai soli. L’isolamento prolungato, per la nostra specie, è un’esperienza molto stressante e può portare a livelli elevati di cortisolo e a un aumento dell’infiammazione cronica dell’organismo e del cervello. Per questo abbiamo fame di rapporti umani e proviamo piacere quando stiamo con gli altri: con gli abbracci, le chiacchierate e le risate stimoliamo la produzione di endorfine.
Ma non è finita: il nostro cervello ha continuamente bisogno di apprendere. Imparare, in ogni fase della vita, significa costruire un cervello più connesso, più veloce, più ricco. Si ricorda spesso che i neuroni iniziano a morire a un ritmo incessante a partire dai trent’anni e non si sottolinea a sufficienza quanto sia importante coltivare le connessioni tra i neuroni, le sinapsi. I neuroni sono le strade e le sinapsi le loro confluenze, centinaia di migliaia di miliardi di incroci, con i semafori che permettono al traffico di scorrere. Se il cervello è come una metropoli, la sua mappa di percorsi e di bivi descrive la nostra riserva cognitiva, cioè il capitale mentale, il bagaglio di esperienze e competenze che costruiamo nel tempo. Più la rete è articolata, più il pensiero si muove con libertà e crea idee inattese. La riserva cognitiva non è solo l’insieme delle nostre conoscenze. Rappresenta anche la capacità del cervello di resistere, adattarsi e reagire. Più sinapsi abbiamo, più facilmente troveremo vie alternative in caso di blocchi: se un’area del cervello si danneggia, altre potranno intervenire, se un ricordo svanisce, un secondo lo sostituirà.
In aggiunta il cervello ha bisogno del piacere. Inseguire e ottenere una gratificazione è una delle basi su cui si costruisce una mente radiosa, in un equilibrio che non sempre è semplice. Ha poi bisogno di spiritualità: un numero crescente di indagini ha collegato la spiritualità a effetti positivi sulla salute, tra cui un minore rischio di mortalità. Ha bisogno di meraviglia perché nuove indagini ci mostrano come lo stupore possa regalare benessere. E poi il cervello necessita della lettura, un’attività che ci consente di vivere tante vite. Infine, la nostra mente per essere radiosa deve coltivare la pace. L’eccesso di emozioni negative crea un rumore che annebbia la mente. Dagli studi emerge invece che provare compassione per gli altri ci calma e riduce lo stress. Non possiamo dire con certezza se siamo buoni per natura, visto che ci siamo evoluti con la capacità di fare il meglio e il peggio, però sappiamo che la generosità, la cooperazione e l’altruismo fanno felice anche chi li pratica. Illuminano la mente rendendola appunto radiosa.
