«Ho fatto chiudere io il banco a quei bambini: erano fuorilegge»: l’influencer “trolla”, ci cascano a migliaia
Gian Marco Saolini ammette (falsamente) di aver chiamato la polizia contro gli adolescenti che vendevano la limonata. Palesemente non è vero ma si scatena la classica “indignazione del popolo del web”Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Non mi sento in colpa per aver fatto chiudere il banco a quei bambini. Se sei un fuorilegge, sei un fuorilegge». Gian Marco Saolini lo dice chiaro, con tanto di foto che lo vede dialogare con gli agenti della polizia locale davanti al banchetto finito al centro della polemica.
Viste le condizioni (di tanti) è necessario dirlo il più presto possibile (e forse sarebbe stato meglio alla prima riga, ma chi s’indigna non arriva manco a quella): non è vero niente.
O meglio: la notizia dei bimbi fra i 13 e i 14 anni di Pradamano, provincia di Udine, che hanno ricevuto una sanzione è vera. Avevano allestito una bancarella per tirare su i soldi per acquistare un Ciao. Una scena d’altri tempi con finale che ha fatto discutere. E, ovvio, le riflessioni sono state condivise sui social.
Non è vero, invece, che a chiamare la forza pubblica sia stato Gian Marco Saolini. Sempre sui social è famoso perché fa il troll: entra a gamba tesa su ogni argomento che, come si dice, è diventato virale, s’inventa un personaggio che sarebbe stato protagonista della vicenda. E lancia la provocazione. Il problema: ci sono migliaia di utenti che non si accorgono che è una “trollata”, appunto. Anche se è palese, anche se basterebbe fermarsi un solo secondo a riflettere. Invece, ecco migliaia e migliaia di commenti indignati. Da tutta Italia (Sardegna compresa dove dilagano pagine che hanno la stessa filosofia: smaccatamente e dichiaratamente troll ma niente, l’indignazione dettata dalla mancata comprensione di un testo semplice dilaga più delle pagine).
Per la sua ultima trovata Saolini scrive: «Non mi sento in colpa per aver fatto chiudere il banco a quei bambini. Se sei un fuorilegge, sei un fuorilegge. Bambino, adulto, vecchio, bianco, rosso, giallo, nero, io non vedo nè l’età nè il colore, per me se sei un fuorilegge devi finire in galera e butto pure la chiave. Io ho un bar qui a Udine e pago fior fior di tasse, se le pago io, le pagano tutti». Un minestrone di giustizialismo salviniano, vannacismo un tanto all’etto, ancora indignazione nazional-socialista-populista. Ma al contrario. Il risultato? Oltre 19mila commenti. Ci sono quelli (per fortuna non pochi) che entrano solo per commentare ironicamente. Ma ci sono anche coloro (per sfortuna moltissimi) che se la prendono con un personaggio che non esiste. Un esempio? «Quanto devi essere frustrato mamma santa.... Certo perché dei bambini possono aprire un locale e pagare le tasse... Da piccoli sempre facevamo la "bancarella" in estate. Vendevamo giocattoli a poco prezzo. C'era chi ne aveva tanti e seppur nuovo nn ci giocava più e chi ne aveva pochi e poteva acquistarli con 1000 lire. Ci divertivamo e con quello che guadagnavamo ogni tanto andavamo a mangiare la pizza tutti insieme. Io mi vergognerei come persona proprio». E sarebbe il caso.
(Unioneonline)
