Le Giornate FAI di Primavera arriveranno anche a Calangianus, sabato prossimo 21 marzo e domenica 22, con le visite a Palazzo Corda, l’elegante edificio ottocentesco di architettura liberty, uno dei luoghi simbolo della storia economica e culturale del paese, «un edificio bellissimo – lo ha definito il sindaco, Fabio Albieri - acquistato dal Comune diversi anni fa e ristrutturato, che rappresenta il polo culturale del nostro paese e vuole esserne un punto di riferimento».

L’edificio, informa il FAI, fu costruito nel 1885 da Marco Corda (1833-1915), pioniere dell’industria sugheriera calangianese, che ne fece la propria dimora e il centro delle prime attività industriali legate al sughero. Testimonianza della prosperità di quel periodo, il palazzo conserva ancora oggi le caratteristiche tipiche delle dimore signorili di fine Ottocento: due piani, una scenografica scala centrale, vetrate colorate e raffinate decorazioni murarie.

Alcuni ambienti, informa sempre il FAI, custodiscono elementi originali, come camini, spazi per fornelli e antichi radiatori a brace, mentre la grande cantina al piano seminterrato, realizzata in granito, è stata utilizzata fino a tempi recenti come locale notturno. Situato nel centro del paese, tra la chiesa di Santa Giusta, la piazza principale e il mercato, il palazzo ha ospitato nel tempo anche personalità illustri, tra cui il letterato Salvatore Farina.

Acquisito dal Comune nel 2006, Palazzo Corda è stato oggetto di interventi di restauro e oggi si prepara a diventare un polo culturale di riferimento, con biblioteca e spazi dedicati ad attività culturali e sociali. Non a caso il sindaco Fabio Albieri lo definisce «il cuore pulsante della cultura del paese», destinato ad accogliere eventi e iniziative, tra cui, prossimamente, la manifestazione “Mirtò – l’arte del pane”, dedicata alla tradizione della panificazione.

A guidare le visite FAI saranno gli “Apprendisti Ciceroni” dell’Istituto tecnico Don Gavino Pes di Tempio Pausania. Per l’occasione sono previste visite anche al Museo del Sughero, al Museo Diocesano di Arte Sacra e alla Parrocchiale di Santa Giusta.

 

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