“Donne Fuori Asse” arriva a Oristano: storie di ribellione, ironia e libertà
Lo spettacolo, scritto e diretto da Sara Giglio, ha portato sul palco tre interpreti, Lidia De Roma, Valeria Cau e Michela PerinelliPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dopo il successo riscosso a Simaxis, lo spettacolo teatrale “Donne Fuori Asse” è tornato in scena nel cuore di Oristano, venerdì scorso, presso la sede dell’Associazione D’Altra Parte, in una serata che è stata tanto intensa quanto liberatoria.
Lo spettacolo, scritto e diretto da Sara Giglio, ha portato sul palco tre interpreti, Lidia De Roma, Valeria Cau e Michela Perinelli, in una narrazione corale che dà voce a donne che deviano, resistono e, soprattutto, ridono in faccia al destino. Donne che rifiutano gli schemi imposti, che escono dai binari prestabiliti e che in quella deviazione trovano, paradossalmente, la propria strada più autentica. I tre monologhi che compongono lo spettacolo sono liberamente ispirati alle opere di Stefano Benni e Aldo Nicolaj e, come spiega la stessa Giglio, «fanno parlare tre donne che tentano di dare voce alla bruttura della loro vita, ma che riescono ad avere, a modo loro, una giustizia». Una giustizia storta, deforme, spesso esilarante, ma pur sempre giustizia.
Ad aprire le danze è la Saponificatrice, «una donna che vive la miseria del dopoguerra ma che non vuole rinunciare al suo ideale di igiene e pulizia. Ne è talmente ossessionata da essere disposta a tutto pur di procurarsi del sapone», spiga Giglio. Poi c’è la Tabaccaia, «una donna all’apparenza ordinaria, dedita al lavoro e al sacrificio. Si innamora e sposa un uomo più giovane, capace di farle vivere momenti di leggerezza e spensieratezza. Non importa se deve mantenerlo, se lui è infedele, quel suo caldo abbraccio è capace di farle sopportare tutto. Ma il suo tradimento più feroce si trasformerà per lei in una rivincita». Infine, chiude il trittico la Beatrice dantesca di Benni, «una donna che rivendica per sé una relazione decisamente più carnale di quella che lui ha immaginato per lei il sommo poeta», prosegue Giglio.
Tre storie ai margini, tre esistenze irregolari, tre modi diversi di incassare i colpi della vita e rispondere con una risata obliqua. La formula teatrale dello spettacolo lavora proprio su questo equilibrio. «Storie attraversate da un umorismo, a volte, macabro, che consente di affrontare temi complessi con leggerezza e lucidità, favorendo un coinvolgimento diretto del pubblico». Momenti di forte intensità emotiva si alternano a una vena ironica che alleggerisce senza sminuire, rendendo “Donne Fuori Asse” uno spettacolo capace di toccare corde profonde senza mai risultare pesante. «La replica oristanese ha avuto un sapore particolare anche per la cornice che l’ha accolta», racconta Giglio, «l’Associazione D’Altra Parte non è una location qualsiasi, è una realtà che da tempo lavora sul territorio per promuovere cultura, inclusione e protagonismo femminile. Difficile immaginare uno specchio più fedele per i contenuti di questo spettacolo».
