Arti equestri verso il patrimonio Unesco: la Sardegna in prima linea con l'Asvi
L'agenzia di Ozieri nel pool nazionale che promuove la candidatura. Venerdì la presentazione a Fieracavalli Verona per valorizzare tradizioni, allevamento e storiaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
C’è anche l’Asvi Sardegna nel comitato che chiede il riconoscimento Unesco per le arti, tradizioni e culture equestri italiane. Venerdì, nell’ambito di Fieracavalli a Verona, sarà presentato il percorso di lavoro del Comitato promotore costituito il 3 marzo 2026 al Cnel, un Protocollo d’intesa sottoscritto da dieci realtà del mondo equestre italiano, e tra queste anche l’Asvi Sardegna, che non solo gestisce e promuove il comparto equino dell’Isola nelle sue varie componenti, dall’allevamento allo sport, ma prosegue nella tutela di un patrimonio storico.
Non a caso la sede dell’Agenzia regionale di sviluppo e valorizzazione ippica è in piazza Duchessa Borgia, a Ozieri, nel Palazzo Baronale che ospitava il Regio Deposito Stalloni, istituito nel 1874 dal Re Vittorio Emanuele II, edificio diventato poi sede, nel 1956, dell’Istituto Incremento Ippico della Sardegna, e per qualche anno dei Servizi ippici dell’agenzia Agris.
L’Asvi fa parte di un pool composto anche da Anam, Anareai, Asi Sport Equestri, Centro Regionale di Incremento Ippico di Santa Maria Capua Vetere, Fieracavalli Verona, Fise, Fitetrec-Ante, Forum Italiano Cavallo Arte Spettacolo e Teatro Equestre Ets e Istituto Incremento Ippico per la Sicilia.
Il progetto
L’obiettivo è mettere in relazione e documentare conoscenze, esperienze e pratiche, maturate nei diversi ambiti, contribuendo a comporre una visione organica delle arti, tradizioni e culture equestri italiane, nella prospettiva di un possibile futuro riconoscimento come bene immateriale dell’Unesco. Questo patrimonio comprende tradizioni popolari e cavalleresche, Alta Scuola, monta da lavoro, allevamento, ippica e discipline sportive, insieme alle espressioni contemporanee dello spettacolo e del teatro equestre. Senza dimenticare le particolarità della Sardegna che, unica regione italiana, può vantare un evento a cavallo (ardia, giostra, processione religiosa, pariglie e altro) praticamente in ogni centro, a testimonianza di quanto il cavallo sia radicato nella tradizione e cultura isolane.
Il lavoro si articolerà in sette aree tematiche di approfondimento: Allevamento e Biodiversità; Tradizioni Popolari e Monta da Lavoro; Discipline Sportive e Ippica; Alta Scuola, Spettacolo e Teatro Equestre Contemporaneo; Ricerca, Memoria e Patrimonio Documentale; Relazioni Internazionali e Dialogo Interculturale; Etica, Eredità Vivente e Ruolo Sociale. La composizione e l’organizzazione dei gruppi di lavoro saranno definite coinvolgendo le realtà aderenti e le competenze necessarie.
In accordo con i requisiti Unesco, il percorso prevede anche un’attenzione etica dei diversi ambiti equestri, volta a mettere in relazione principi, esperienze e strumenti di tutela già maturati, o da integrare, considerando le specificità di ciascuna pratica e il benessere del cavallo.
L’incontro, che si terrà venerdì alle 14 durante la Fieracavalli di Verona, nel Padiglione 4, Area Talk, spazio dell’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana, sarà l’occasione per presentare gli obiettivi, il metodo e le prime linee di lavoro del comitato.
