La facile preda
Caffè Scorretto
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U rsula: ovvero Alice nell’Europa delle meraviglie. La protagonista della favola verde nota come Green Deal europeo, è piombata di botto nella realtà. «All’Europa serve una strategia comune. Se non si unisce diventerà una facile preda»: lo ha detto scoprendo l’acqua calda e scottandosi. Non sappiamo quale botto abbia rotto l’incantesimo. Constatiamo che all’improvviso si è resa conto di una realtà finora da lei non percepita o volutamente ignorata. Ha capito che la sua Ue si è messa fuori dal gioco politico e strategico internazionale; e che in gran parte i leader europei sono governanti bonsai incapaci di esprimere una figura più autorevole di lei al vertice della Comunità. Forse si è fatta un esame di coscienza e sono emersi i peccati da lei commessi con la complicità dei nani di cui si è circondata. Mentre i suoi burocrati inseguivano con puntigliosità maniacale le utopie della neutralità climatica, dell’economia circolare e dei tappi di plastica inseparabili dalle bottiglie, nel resto del mondo accadevano eventi che stavano mutando i rapporti di forza tra le maggiori potenze economiche e militari. Pare, come si evince dal suo appello, che Ursula abbia capito che in questo momento l’Europa ha bisogno di una solida unità d’intenti tra i 27 stati che la compongono. Chissà però se ne ha dedotto che questa figura, autorevole e lungimirante, non può essere lei.
