Non solo d’estate: alla scoperta della Sardegna “fuori stagione”
Un viaggio attraverso le bellezze “sconosciute” dell’Isola: cinque alternative alla classica vacanza sulla spiaggiaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Seppur sia famosa per le sue spiagge mozzafiato, la Sardegna è capace di regalare una serie di bellezze naturali, accessibili anche per coloro che decidono di visitarla “fuori stagione”. Trekking, tradizioni e piccoli luoghi nascosti: un viaggio alla scoperta dell’altra faccia dell’Isola.
Carnevale e tradizioni
Febbraio è il mese del Carnevale, una festività fortemente sentita in Sardegna, capace di far riemergere le tradizioni più antiche e di metterle al centro della festa. Le tradizioni che accompagnano il “Carrasegare” (“Carne da tagliare” in sardo) sono molteplici e variano a seconda della zona di provenienza.
L’atmosfera cupa della Barbagia, resa ancora più suggestiva dalle maschere tradizionali, vestite di pelli di animali, cariche di campanacci, col volto annerito o coperto da una maschera nera. I Boes e Merdules a Ottana, i Thurpos a Orotelli e i famigerati Mamuthones a Mamoiada. Una serie di figure caratteristiche che, seguendo la musica tipica sarda, rappresentano con orgoglio l’identità della propria terra e del proprio popolo.
Trekking e d escursioni
Se avete bisogno di una pausa dalla sabbia cocente, dallo stress dei parcheggi e dalle spiagge che vi tolgono il fiato, ma che sempre più spesso devono fare i conti con il fenomeno dell’overtourism, questa sezione è scritta a posta per voi. L’Isola, infatti, offre una serie di bellezze naturali da poter visitare, sia in maniera autonoma che con la supervisione di una guida esperta.
Partendo dalla Gola di Gorroppu, un canyon dall’aspetto selvaggio e incontaminato, situato nella zona del Supramonte, che segna il confine tra Orgosolo e Urzulei. Un percorso che vi porterà all’interno del “canyon più profondo d’Italia” e che è adatto a qualsiasi escursionista, visti i tre diversi tipi di percorso che variano a seconda del livello di difficoltà.
Tra le altre mete da visitare anche fuori dalla bella stagione, soprattutto se siete appassionati di trekking ed escursioni, troviamo il Cammino delle 100 Torri, un viaggio intorno all’isola che tocca tutte le torri costiere. E ancora, il Sentiero minerario di Santa Barbara, un percorso turistico-religioso tra miniere dismesse, gallerie e villaggi fantasma nella zona del Sulcis. Lungo questo percorso potrete visitare l’Isola in diversi modi: a piedi, in bici, in moto, a cavallo o addirittura attraversando le correnti col kayak.
Esperienze mozzafiato
Rimaniamo fedeli alla categoria dei trekking, e anche un po’ al nostro mare, presenza fissa che vi troverete sempre davanti. Siete alla ricerca di un’esperienza unica ma non volete comunque rinunciare alle acque cristalline dell’Isola? Non preoccupatevi, sappiamo come accontentarvi. Si parte da Cala Goloritzè, e dalla sua discesa di 3km che vi porterà fino al mare. Un’esperienza immersa nella natura che non vi priverà totalmente delle vostre comodità, vista la presenza dei diversi rifugi nei quali è possibile accamparsi.
Gradite un’alternativa ancora più estrema? Nessun problema, basta spostarsi in direzione Nebida, dove a catturare la vostra attenzione sarà il Pan di Zucchero. Un faraglione di oltre 130 metri da poter ammirare, in tutta comodità, dalla spiaggia di Masua. Ma se volete apprezzarne a pieno tutta l’imponenza, e non soffrite di vertigini, c’è un’escursione che fa al caso vostro. Un’arrampicata, attraverso l’antico “Sentiero dei Minatori”, che vi porterà fino alla cima del grande scoglio, per poi calarvi con una doppia corda direttamente sul gommone che vi attende alla fine del percorso. Una discesa di 45 metri, direttamente sul mare, che vi farà sentire come in un film di 007.
Oltre la città
Se state cercando qualcosa di alternativo, lontani dai capoluoghi affollati e pieni di turisti, l’Isola vi viene incontro, offrendovi la possibilità di visitare dei piccoli centri, all’interno dei quali non vi disturberà nessuno. La Sardegna, infatti, ospita alcuni borghi fantasma, luoghi misteriosi abbandonati a causa di alluvioni, migrazioni o la chiusura di miniere. Tra i più famosi vi è sicuramente Gairo Vecchio, in Ogliastra.
Si tratta del più grande paese fantasma presente sull’Isola, abbandonato nell’ottobre del 1951 a causa di un’alluvione lunga ben 5 giorni, che costrinse gli abitanti a emigrare in cerca di condizioni più sicure. Oggi è possibile ammirarne liberamente le sue rovine, camminando tra le strade e assaporandone la storia di un tempo. Proseguendo troverete altri piccoli paesi incredibilmente suggestivi, come Rebeccu, in quel di Sassari, e la sua “maledizione delle 30 case”. Oppure Lollove, una piccola frazione di Nuoro, famosa per il suo silenzio inusuale e la sua atmosfera dove sembra che il tempo non sia mai passato.
L’iconicità dei nuraghi
Non potevamo non concludere questo itinerario con uno dei simboli più rappresentativi della Sardegna: i nuraghi. Si tratta di antiche case-fortezza che hanno letteralmente invaso l’Isola a partire dal 1800 a.C. (mediamente se ne può trovare uno ogni 3km).
Tra i Nuraghi più consigliati da visitare, per scoprire il fascino di una civiltà millenaria, il complesso di Su Nuraxi a Barumini, il villaggio nuragico di Palmavera, o ancora i siti archeologici di Arzachena, il Nuraghe Majori, il Nuraghe Santu Antine, il Nuraghe Losa e il Nuraghe Arrubiu.
(Unioneonline/ n.s.)
