Sono lontani i tempi in cui il concessionario guardava storto il cliente che versava un usato quando acquistava un’auto nuova, e non poteva che finire così, considerato l’aumento ai prezzi del nuovo che hanno portato alle stelle il prezzo dei veicoli ancora da immatricolare. Ora l’usato è un affare colossale, perché sempre più italiani non sono da tempo in grado di acquistare un’auto nuova fiammante nemmeno a rate, e anzi le rate le fanno proprio per una seconda o terza mano. Non a caso si moltiplicano le concessionarie che trattano solo l’usato: lo ritirano, lo pagano e lo rivendono, ovviamente a prezzo maggiorato.

Con questi “chiari di luna”, mentre vendere un’auto appena uscita dalla fabbrica diventa sempre più un’impresa e i margini per il concessionario si riducono, seconda e terza mano conoscono una giovinezza che non s’era vista mai prima: almeno, non di queste dimensioni sia come quantità di esemplari oggetto di compravendite sia di prezzo. L’usato costa sempre di più ma la sua convenienza continua a ingigantirsi: non foss’altro che il nuovo ormai ha quotazioni stellari. E poi c’è la crisi dei microchip per carenza di materia prima, che rallenta le fabbriche e quindi le consegne di auto nuove.

In sintesi, tra il 2019 e il 2025 i prezzi hanno subito un'impennata clamorosa, con rincari medi che hanno toccato il 25-30%. Sebbene nel corso del 2025 e in questa prima parte del 2026 si sia registrato un leggero calo o un rallentamento della crescita, i valori restano comunque lontanissimi dai livelli pre-pandemia. Questo fenomeno è legato soprattutto alla “crisi del nuovo”: tra il 2020 e il 2022, la carenza di microchip e i blocchi produttivi hanno allungato a dismisura i tempi di consegna delle auto nuove. Molti acquirenti si sono riversati sull'usato, facendo esplodere la domanda in quel settore. E quando la domanda c’è, le quotazioni aumentano. D’altra parte, i prezzi delle auto nuove sono aumentati drasticamente, spinti da costi di produzione e nuove tecnologie. Di conseguenza, chi vende un usato "fresco" (1-3 anni) alza il prezzo perché il riferimento del nuovo è molto più alto, e poi è immediatamente disponibile per l’acquirente.

C’è però un rischio nascosto proprio nelle auto usate: quello di non avere un occhio esperto che consenta di riconoscere quali vetture, prima di essere messe in vendita nel mercato dell’usato, nascondono rischi perché l’acquirente non ne conosce la storia: non sa, insomma, quali danni e quanto gravi abbia riportato l’auto usata negli anni precedenti. C’è chi si è preso la briga di raccogliere dati in proposito: si chiama Carfax ed è uno sterminato database che contiene i dati aggregati dei suoi clienti.

Che cosa ne viene fuori, per quanto riguarda la Sardegna? Che su circa centomila “usati” venduti e acquistati nel corso del 2025 (è il dato più recente, fornito dall’Aci), quasi la metà – per la precisione, il 49 per cento – presenta almeno un fattore di rischio: tra questi, un incidente, un danno pregresso, un’incongruenza nella storia della sua importazione oppure nel chilometraggio, assai spesso ribassato in modo fraudolento. Sassari guida la classifica delle province sarde con oltre 14.850 veicoli a rischio venduti nel 2025. Seconda provincia è Cagliari con 12.350, segue il Sud Sardegna con 10.570. Poi Nuoro con 6.600 e Oristano con 4.650.

Basandosi invece sulle medie dell’Aci a livello nazionale, Carfax (specializzata proprio nel fornire servizi sulle storie dei veicoli usati) stima che – tra gli usati rivenduti nell’Isola – circa 49mila potessero nascondere una storia per così dire “problematica”, che nella maggior parte non è verosimilmente stata comunicata preventivamente al compratore.

Ci sono poi gli incidenti stradali o comunque eventi che hanno causato danni documentati nel database della società. Ebbene, il dato è del 36 per cento, pari dunque a trentaseimila veicoli stimati con una storia di danni fra le auto usate vendute in Sardegna l’anno scorso.

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