Via Marconi a Sinnai e i parcheggi “come pare a me”
In questa strada lunga poco più di 600 metri l’asfalto è in condizioni pessime e le auto sbucano dagli incroci spesso senza dare un’adeguata precedenzaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una strada trafficata; le auto posteggiate su un lato ma, per alcuni tratti, anche sull’altro, spesso contromano; alcune a ridosso delle curve, a volte nel mezzo; incroci da una parte e dall’altra, un paio ciechi; la necessità di fermarsi quando dalla parte opposta arriva qualcun altro perché il passaggio contemporaneo è impossibile.
Il problema
Capita ovunque, ogni giorno. Anche a Sinnai, provincia di Cagliari, in via Marconi. Una carreggiata lunga 629 metri, in cima alla collina con vista sull’Hinterland, dove giornalmente si riversa una mole di auto imponente essendo uno dei varchi di uscita ed entrata principali del paese, quasi 18mila residenti a una decina di chilometri dal capoluogo. Unisce l’ingresso del centro abitato, dove si trova il cimitero, con la zona della pineta a nord ovest.
Otto gli incroci sui due lati lungo il tracciato: partendo da via Piroddi, punto di partenza all’altezza del camposanto, si incontrano via Curie sulla sinistra, via Galilei a destra (con lo stop in via Marconi), via Ligas a sinistra, via Fermi a destra, via Meucci e via Fleming da entrambe le parti. Quindi una curva di circa 90 gradi immette in una ripida discesa che sfocia in via Pineta, e questo è uno dei tratti più pericolosi.
A Sinnai la viabilità è sempre stata un problema, soprattutto quando non esisteva la circonvallazione che oggi consente di saltare il paese (e la confinante Settimo San Pietro, dove lungo poche centinaia di metri si trovano quattro impianti semaforici) per arrivare a Maracalagonis: a quel tempo tutto il traffico proveniente da Cagliari e dall’Hinterland doveva giocoforza transitare da lì o, in alternativa, passare sulla Statale 125, costeggiare il lago Simbirizzi e risalire lungo la Provinciale 15. Facile intuire quale fosse la mole di veicoli che intasavano il centro.
I provvedimenti
Con la nuova strada la situazione è migliorata ma il costante aumento dei residenti ha comunque incrementato il numero di vetture sulla strada. Così le amministrazioni cittadine succedutesi nel tempo hanno studiato vari interventi per attenuare i problemi, principalmente tramite l’incastro di vari sensi unici soprattutto nella parte più antica del paese (vie strette e intricate).
Negli ultimi anni, vista l’espansione abitativa, la stessa iniziativa è stata presa anche per le strade meno centrali ma comunque molto trafficate in quanto utili per collegare i diversi quartieri e per entrare e uscire dal paese. È il caso dell’area che comprende via Marconi, mentre quelle limitrofe già in parte erano state comprese nella “rivoluzione”.
Lo scopo è utilizzare una strada per andare verso est e quella parallela per andare verso ovest e così via; mentre le perpendicolari servirebbero per dirigersi verso nord e verso sud. Funziona così in tante parti del mondo.
Il Comune, che ha avviato simili modifiche altrove, recentemente ha allargato l’area di intervento per ridurre il rischio di incidenti e rendere più sicuri gli spostamenti. Motivo: i veicoli parcheggiati restringevano la carreggiata tanto da impedire il passaggio contemporaneo di due auto e gli incroci rendevano più pericolosa la circolazione.
Via Marconi
In via Marconi però è rimasto tutto come prima. Circolazione a doppio senso e macchine posteggiate non di rado come capita. Soprattutto in due punti: all’altezza di un’attività di spedizioni, davanti alla quale capita spesso di incrociare veicoli fermi anche a lungo per consentire al conducente o al passeggero di consegnare il dovuto, e nella discesa di cui si parlava prima, il tratto probabilmente peggiore, sul quale giornalmente mezzi in sosta su entrambi i lati rendono impossibile il transito di due veicoli contemporaneamente in un tratto particolarmente scosceso. E se si è costretti a fermarsi mentre si sale (perché pochi dal senso opposto si curano di dare la precedenza) ripartire poi è più complicato.
Per non parlare della pessima abitudine di parcheggiare in piena curva all’inizio e alla fine della stessa salita (o discesa): capita principalmente nel weekend, quando non si lavora e si sta a casa, ed è alto il rischio di un incidente frontale con chi, proveniente dall’altra parte, è costretto a occupare quasi tutta la carreggiata proprio a causa delle macchine ferme a destra e sinistra. Anche sul marciapiede.
Tuttavia: niente senso unico. Nonostante all’altezza degli altri incroci le auto sbuchino all’improvviso dagli stop per la difficoltà nel vedere i due lati della strada e anche per l’incuranza di chi guida: la precedenza è un’opinione. Soprattutto nell’accesso da via Fermi.
L’asfalto
A questo si aggiungono le pessime condizioni dell’asfalto, pieno di buche che mettono a rischio sospensioni, pneumatici e carrozzeria. Una situazione resa peggiore dal maltempo di questo inverno. E le altre strade non sono messe tanto meglio.
Il Comune ha in progetto di riasfaltare a breve tutto il tracciato e presto illustrerà tempi e modalità, mentre sono in corso i primi provvisori rattoppi (come in via Pineta, interamente riasfaltata di recente e poi di nuovo bucata). Speriamo ne approfitti anche per migliorare la segnaletica verticale e orizzontale (magari rendendo ben visibili i divieti di sosta o istituendone di nuovi) e decida, perché no, di introdurre anche qui il senso unico. Ne migliorerebbero circolazione e sicurezza.
