Una vecchia signora con le scarpe tutte rotte
La Befana tra mito, leggenda e tradizione. Verità o fantasia?Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La Befana vien di notte/Con le scarpe tutte rotte/Con le toppe alla sottana/Viva, viva la Befana.
Natale, Santo Stefano, Capodanno e infine l’Epifania, che «tutte le feste porta via». Il classico The end nei tempi moderni (i nostri) a un lungo periodo di vacanza (prettamente scolastica) e di ponti festivi che cominciano alla vigilia del 25 dicembre e terminano il 6 gennaio, data nella quale secondo tradizione a Betlemme avvenne l’incontro tra Gesù bambino e i tre Re magi carichi di doni da recapitare al Messia. Un lungo viaggio sotto il segno della Stella cometa che indicò la via ai viaggiatori, una sorta di percorso attraverso l’oscurità dell’animo sino alla luce della divinità, il Signore che si rivela ai pagani e porta la vera fede (Epifania deriva dalla parola greca epiphaneia il cui significato è apparizione, manifestazione).
Leggenda e verità
Leggende che affondano le radici nella notte dei tempi o verità antiche ma non dimostrabili? Impossibile rispondere a distanza di oltre duemila anni dagli avvenimenti. In venti secoli anche ciò che è falso può esser divenuto reale e viceversa. Il sacro si mischia al profano, il divino si trasforma in umano, le suggestioni diventano tradizioni e le tradizioni sono spesso le fondamenta delle comunità: danno sicurezza, riscaldano, sono punti fermi cui appigliarsi nei momenti di incertezza.
Così ecco che attorno a una delle vicende alla base della fede cristiana come la nascita di Cristo (in una grotta o in una stalla? C’erano il bue e l’asinello? Era lui Gesù?) nascono nel tempo sovrastrutture e aneddoti che quasi diventano dogmi e spuntano figure magnifiche e immaginifiche diventate un passo alla volta quasi di famiglia. Così tra il 24 e il 25 dicembre, quando nasce il figlio di Dio, arriva Babbo Natale che coi suoi doni festeggia la lieta novella; la notte tra il 5 e il 6 gennaio invece, quando i Magi chiudono il cerchio, passa nelle case la Befana a mettere piccoli regali nelle calze dei bambini che si sono ben comportati e carbone in quelle di chi, viceversa, è stato cattivo.
La scopa e la gonna
Questa signora, descritta nelle fiabe e nelle storie come anziana e mal vestita, si sa che si sposta cavalcando una scopa volante; ha i capelli grigi e non pettinati; una lunga gonna e le «toppe alla sottana»; le scarpe «tutte rotte»; viaggia solo di notte. Ecco: mito o verità? A ciascuno la propria risposta.
Quel che non si sa, o si conosce poco, è forse il collegamento tra la sua figura pagana e un evento sacro come la natività. La leggenda vuole, o vorrebbe, che le origini della Befana siano legate proprio all’arrivo dei Magi a Betlemme: i tre Re non riuscivano a trovare la strada e, nel cammino, chiesero aiuto e indicazioni a un’anziana signora che poi loro stessi invitarono inutilmente a seguirli, perché la donna rifiutò la proposta. Decisione della quale poi però si pentì, tanto da preparare un sacco pieno di regali, uscire e mettersi a cercare la comitiva. Senza successo.
Non trovandola, la vecchietta si fermò a ogni casa che trovava lasciando sulla porta di ciascuna i doni che portava nella speranza che in una di esse vi fosse il piccolo Gesù. Da allora ancora oggi gira per il mondo a cavallo di una scopa, con indosso uno scialle nero e il volto scuro per la fuliggine perché, come Babbo Natale, entra nelle abitazioni passando dai comignoli, facendo regali a tutti i bambini per farsi perdonare.
Origini
Sin qui il mito. Più prosaicamente, le origini di questa figura fiabesca non sono del tutto certe. Varie fonti ancorano la sua esistenza a riti propiziatori pagani vecchi millenni legati ai cicli stagionali dell'agricoltura, con l’anno che finisce e rinasce dopo il solstizio d’inverno, con le lunghe giornate buie che pian piano lasciano il posto a quelle più luminose; altre parlano di una festa invernale di epoca romana durante la quale ci si scambiavano regali; nel nord Europa per tradizione è legata a una figura femminile chiamata in modi differenti nei vari Paesi: Perchta in Germania, Bertha in Gran Bretagna, Bertcha in Austria, Svizzera e Francia. In tempi più recenti (1928) in Italia il regime introdusse la Befana fascista, con la distribuzione dei regali ai bimbi più poveri.
Il gossip
Neanche lei è immune dal gossip: si fantastica su un compagno-marito che curiosamente sarebbe il Befanotto, tanto vecchio e brutto da terrorizzare i bimbi, mentre qualcun altro sostiene sia la moglie, l’amica o una parente di Babbo Natale. Chissà. Glielo si potrebbe chiedere la notte tra il 5 e il 6 gennaio, se si avesse voglia di trascorrerla davanti al camino. E se lei si facesse vedere.
