Galeotta fu la frase pronunciata da Barack Obama lo scorso febbraio nel corso di un podcast: «Gli alieni esistono», ha detto l’ex presidente Usa. Il quale poi ha aggiunto tuttavia di non averne mai visto e di basarsi, nella sua affermazione, solo sulla probabilità: vista l’immensità dell’Universo è difficile credere, ha spiegato, che non ci siano altre forme di vita intelligente in qualche pianeta sperduto nello spazio. Ma le distanze anche nella sola Via Lattea sono tali che la possibilità per gli umani di essere stati visitati sono basse, se non infinitesimali. Comunque, lui non ha visto alcuna prova durante la sua presidenza di contatti extraterrestri.

Fallo di reazione

L’ex presidente non ha considerato, nel suo intervento, l’effetto che avrebbe avuto sulla variabile impazzita Donald Trump. L’attuale inquilino della Casa Bianca, che dalla rielezione un anno e passa fa ha dato ampia dimostrazione della sua totale imprevedibilità, ha sempre sofferto l’aura di autorevolezza che circonda il primo comandante in capo di colore degli Usa, e così subito dopo quelle frasi ha accusato il predecessore di aver divulgato «informazioni riservate»: come se davvero negli archivi del Pentagono, e magari nella tanto misteriosa e leggendaria “Area 51”, fossero custoditi documenti inconfessabili sulla reale esistenza degli Ufo e di civiltà extraterrestri.

Sciocchezze, perché nella frase successiva lo stesso Trump ha spiegato di aver ordinato la pubblicazione di tutti i documenti legati all’argomento in quanto considerati di «tremendo interesse», sino a far passare l’indiscrezione in base alla quale lui stesso sarebbe stato pronto a pronunciare un discorso sugli alieni. Ovviamente non è accaduto, anche se qualcuno sostiene che in occasione dell’apertura del Mondiale di calcio possano arrivare rivelazioni importanti su altre e sconosciute presenze nel cosmo.

Un ipotetico disco volante

Giro di giostra

Dichiarazioni e smentite, giravolte continue, quel che oggi è bianco domani è nero e viceversa. Il comportamento di Trump non è una novità. Di sicuro se in quei documenti si celasse realmente qualcosa di importante e pericoloso per la sicurezza nazionale e dunque mondiali (nella concezione Usa quel che mette a rischio il proprio territorio e la propria capacità di dominio è automaticamente traslabile su tutto il pianeta: non a caso nelle invasioni aliene cinematografiche chi arriva sulla terra cerca di prendere contatto con le autorità a Stelle e strisce, non con un qualunque altro Stato che sia europeo, africano, asiatico o altro) non sarebbe stato dato un via libera tanto superficiale alla loro pubblicazione.

E infatti dai files resi pubblici da Pentagono, Nasa, Fbi e dipartimento di Stato non è emerso niente di eclatante, sconvolgente, rivelatore. Accessibili all’indirizzo war.gov/ufo (sono 162 i gruppi di documenti), sono visionabili incartamenti, video e foto, scattate anche dai astronauti delle missioni Apollo, che coprono un periodo tra il 1947 e il 2025 e riguardano avvistamenti (o presunti tali) in tutto il mondo. Per la gran parte si tratta di immagini sfocate e dal contenuto non riconoscibile, racconti di piloti e così via. Insomma, una delusione. Soprattutto per i complottisti.

Area 51: una storia vera o la madre di tutte le notizie false?

Curiosità

L’interesse su questo argomento, diffuso da decenni, è aumentato addirittura nel 2017 quando i quotidiani statunitensi New York Times e Politico pubblicarono un video girato dalla Marina militare americana nel quale si vedevano (o sembrava si vedessero) alcuni oggetti definiti sconosciuti nel cielo. Nel 2022 il Congresso degli Usa aveva avviato le audizioni e alcuni militari avevano sostenuto fossero droni. Poi nel 2024 un rapporto lungo 18 pagine presentato al Congresso aveva riferito di 485 segnalazioni di fenomeni non identificati nell’anno precedente, ma in 118 casi si trattava di palloni, volatili e sistemi senza guida. E gli altri? Chissà. Altri episodi di rilievo: nel 2014 i piloti di un F-18 Hornet in esercitazione sopra Virginia Beach furono seguiti da oggetti velocissimi ignoti e troppo potenti per essere droni; tra il 1952 e il 1969 il progetto “Blue book” studiò 12.618 casi ritenendone inspiegabili 710 (il resto erano aerei, nuvole, palloni, corpi celesti); poi dal 2004 al 2021 il governo americano ha riconosciuto 143 avvistamenti di Ufo da parte di esperti militari di aviazione e marina.

I misteri non misteri

In sostanza, niente di certo né di verificabile. E nulla che sia stato segnalato in questi files. Resta il mito dell’Area 51, zona militare inaccessibile in Nevada, e di Roswell, insediamento del Nuovo Mexico. Nel primo caso si è sempre ritenuto che servisse a custodire velivoli alieni e tecnologie mentre in realtà si tratterebbe di una base aerea segreta la cui esistenza è stata negata sino al 2003 e serve per testare mezzi spia e tecnologie sperimentali; nel secondo di un avamposto militare vicino al quale il 2 luglio del 1947 (da allora giornata mondiale degli Ufo) sarebbe caduto un disco volante recuperato dagli americani (con all’interno l’equipaggio). Ma è opinione diffusa che si trattasse di un pallone aerostatico con cui gli Usa ascoltavano in segreto le esplosioni delle atomiche sovietiche e che comunque a Roswell si sperimentassero (e si sperimentino ancora) velivoli segreti e tecnologici quali ad esempio negli anni Sessanta il Lockheed A-12 (futuro SR-71 Blackbird) e negli Ottanta il Lockheed F-117 (l’aereo invisibile).

Alieni

Mentre circola ancora la leggenda in base alla quale invece proprio nel New Mexico, alla Holloman Air Force Base, fossero andati l’allora presidente statunitense Dwight D. Eisenhower e uomini dell’Fbi (correva il febbraio del 1954) per un vertice con l’equipaggio di un disco volante che trasportava la razza dei Grigi: dai colloqui durati qualche giorno derivò un accordo in base al quale la Terra (gli Usa, naturalmente) avrebbe avuto tecnologie avanzatissime in cambio di esseri umani sui quali gli alieni avrebbero svolto esami e test. Si commenta da solo.

Una galassia che ruota nell'Universo: al suo interno miliardi di soli e centinaia di miliardi di pianeti

L’infinito

Resta una certezza: l’Universo è per sua natura infinito e contiene infinite galassie, ciascuna delle quali ospita miliardi di soli e centinaia di miliardi di pianeti. Si può pensare che in questa immensità solo sulla Terra sia comparsa la vita? Improbabile, forse impossibile. Poi ovviamente ci si deve intendere su cosa significhi vita: altri uomini? Difficile. Con le attuali tecnologie (e forse neanche con quelle future) non si può avere la prova che esistano esseri senzienti, magari molto diversi da noi. Ma la logica, e le probabilità, fanno propendere per il sì. E poi sognare non costa nulla. Farlo guardando le stelle accade da quando siamo nati, magari prima o poi qualcosa da lassù spunterà.

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