Ora gli infermieri arrivano dall’estero
La carenza di professionisti è pesante, in Sardegna ce ne sono un centinaio assunti in Paesi extra Ue, lavorano principalmente nelle Rsa e nella Case di curaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sono sempre meno gli infermieri, e in via di diminuzione, ne arrivano da fuori, si fa qualche concorso, ma non bastano. In Sardegna ce ne sono 5,25 ogni mille abitanti, un rapporto tra i più bassi in Italia, ne servirebbero almeno altri 1.500/2.000, anche in previsione dell’apertura delle nuove strutture, Case e Ospedali di comunità.
Secondo l’Oms la carenza di infermieri è una bomba a orologeria: entro il 2030 in Europa ne mancheranno un milione. Così le società di recruitment si organizzano per selezionare e formare all’estero personale da far arrivare in Italia – spiega l’Agenzia Openjobmetis. ù«Negli ultimi 3 anni sono state oltre 1.000 le figure sanitarie selezionate e formate (su 5mila colloqui) per l’inserimento nelle strutture sanitarie italiane. Dove? Al primo posto c’è la Lombardia, con il 50% delle attivazioni. Segue il Piemonte, con il 19%. In Sardegna ne è arrivato il 10%».
Le motivazioni che spingono questi professionisti a trasferirsi da noi – sottolinea ancora Openjobmetis – sono prima di tutto economiche, qui prendono stipendi più alti rispetto ai loro Paesi, ma anche per migliorarsi professionalmente. Provengono da Tunisia (30%), India (25%) e Paraguay (15%); poi, da Brasile (12%), Perù (9%), El Salvador (7%). Qualche caso (2%) anche da Colombia, Argentina, Pakistan. «Le assunzioni hanno riguardato soprattutto infermieri, e in misura minore, medici, fisioterapisti e tecnici radiologi che dai Paesi Extra Ue hanno l’occasione di vivere un’importante esperienza di carriera in ospedali e cliniche private, oppure Rsa», dice Daniela Pomarolli, Head of International Recruitment di Openjobmetis. Mancano incentivi «La carenza di infermieri è sempre più pesante, e i prossimi pensionamenti e la necessità di nuove figure per far partire il Dm 77, sono molto preoccupanti», spiega Gianluca Chelo, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Sassari. «Nell’Isola ci sono già un centinaio di colleghi stranieri assunti soprattutto nelle strutture private, nel territorio, dove ci sono le Rsa e le case di riposo sguarnite».
Aggiunge Pomarolli: «Gli infermieri assunti sono per l’85% donne, di cui 70% con figli. L’età media è compresa tra i 25 e i 38 anni, con un’esperienza professionale pregressa media di 5 anni. Una volta selezionati, gli infermieri, già in possesso di una buona conoscenza della lingua italiana, ne approfondiscono lo studio a livello professionale. Vi è quindi il riconoscimento del titolo di studio della nazione per poi avviarsi a un periodo di 1 mese di formazione on the job durante il quale perfezionarsi sulle prassi italiane, e ancora, sullo studio della lingua. Trascorsi i primi 2 anni, la maggior parte rimane in Italia». Inoltre, «ultimamente ci stiamo concentrando su un nuovo Paese, El Salvador, che ci permette di attrarre numerosi infermieri ben preparati sia a livello linguistico che tecnico. Abbiamo inoltre richieste di molti infermieri dai Paesi da tutto il mondo e in particolare del Centro Africa che vorrebbero venire a lavorare in Italia».
