Arriva puntuale la classifica di camminiditalia.org, sesta edizione del report, con i dieci itinerari più cercati del 2025, con un totale di oltre 280mila visualizzazioni sul sito, il 14% delle oltre 2 milioni di visualizzazioni complessive.

Al decimo posto – con 17.522 visualizzazioni - c’è il Cammino Minerario di Santa Barbara, 500 chilometri ad anello nel sud ovest della Sardegna, suddivisi in 30 tappe e percorribili in tutte le stagioni, anche se si sconsiglia l’estate per il troppo caldo. Il Cammino – spiega la più grande community italiana di camminatori, che ha una piattaforma ricca di informazioni, immagini e video - nasce con l’obiettivo di far riscoprire gli antichi percorsi delle miniere, che i minatori utilizzavano per andare al lavoro o per il trasporto dei materiali. Il 25% del Cammino si snoda sull’asfalto di centri urbani ed extraurbani, mentre il resto si sviluppa su sentieri, mulattiere, carrarecce e strade carrabili sterrate.

Il Cammino Minerario di Santa Barbara si è appena aggiudicato il Premio “Global Choice Award” come “Miglior sentiero del mondo”, durante l’ultima fiera CMT di Stoccarda.

Ogni anno il Cammino propone attività e sconti per attrarre nuovi adepti: l’anno scorso l’invito era rivolto alle donne, mentre nel 2026, per celebrare la vittoria e i suoi 10 anni, la Fondazione ha proposto 2mila notti nelle posadas e nelle strutture convenzionate al costo simbolico di 10 euro. I voucher saranno disponibili per chi sceglierà di mettersi in cammino tra il 10 febbraio e il 10 giugno o tra il 10 settembre e il 10 dicembre di quest’anno.

Al nono posto dei cammini più cliccati ci sono i tre di Oropa, in Piemonte: la variante della Serra - 62 chilometri, percorribili in 3 o 4 tappe in tutte le stagioni, anche in bicicletta, da Santhià, in provincia di Vercelli, al Santuario di Oropa (Biella), attraversando la Serra Morenica tra eporediese e biellese; quello del Canavesano, che comincia a Valperga, in provincia di Torino, 84.9 chilometri suddivisi in 5 tappe; infine quello Orientale, da Vallemosso, 34,3 chilometri in 3 tappe. Tutti gli itinerari portano al celebre Santuario, patrimonio Unesco.

All’ottavo posto si trova il Cammino del Gran Sasso, in Abruzzo, 61 chilometri, 5 tappe su un percorso ad anello, che inizia da Fonte Cerreto, alla base della funivia del Gran Sasso, nel comune de L’Aquila. Il Parco Nazionale, istituito nel 1991, è una delle aree con la maggior biodiversità vegetale d’Europa, con circa 2300 specie e una natura ancora selvaggia.

Risalendo ancora la classifica, al settimo posto si trova La Rotta dei due Mari, in Puglia, 136 km, 6 tappe, da Polignano a Mare a Taranto, passando da Castellana Grotte, Alberobello, Locorotondo, Martina Franca, Crispiano, è percorribile anche in bicicletta, e collega il Mare Adriatico e lo Ionio, nel Golfo di Taranto.

Al sesto posto un altro itinerario pugliese, il Cammino del Salento, per la Via del Mare con 114 chilometri in 5 tappe e 135 chilometri in 6 tappe per la Via dei Borghi.

Al quinto si trova Kalabria Coast to Coast, 55,3 chilometri, tre tappe da Soverato a Pizzo, dal Mar Ionio al Mar Tirreno, attraverso il territorio montano delle Preserre Calabre e i suggestivi borghi di Petrizzi, San Vito sullo Ionio e Monterosso Calabro.

Al quarto posto andiamo nel Lazio, sul Cammino dei Tre Villaggi, il più piccolo d’Italia, con 18 chilometri divisibili in tre tappe, e un percorso ad anello nella Tuscia Viterbese.

Al terzo posto La Via degli Dei, tra Emilia Romagna e Toscana, 130 chilometri in 6 tappe: è il cammino più battuto del Paese.

Al secondo, troviamo il Cammino dei Borghi Silenti, in Umbria, 90 chilometri ad anello percorribili in 4 o 5 tappe, da Tenaglie a Tenaglie, lungo i Monti Amerini dell’Umbria Sud-Occidentale, al confine con il Lazio.

Infine, al primo posto della classifica, con 53.310 visualizzazioni, c’è La Via del Sale, 87,2 chilometri percorribili in quattro tappe, che uniscono Varzi, in Lombardia, per arrivare al mar Ligure, a Portofino, attraversando Emilia Romagna e Piemonte, lungo le antiche vie utilizzate per il trasporto del sale prodotto a Genova fino alla Pianura Padana.

Tirando le somme, le ricerche più frequenti riguardano cammini più brevi e dalla logistica semplice, percorribili in diversi periodi dell’anno, e in grado di offrire esperienze profondamente legate al territorio, sia in termini naturalistici, che dal punto di vista culturale e gastronomico.

Spiega cammini.org: «Con oltre 190mila praticanti nel 2024 e un trend positivo rispetto agli anni precedenti, i cammini italiani continuano a crescere come fenomeno turistico e sociale e si confermano un’esperienza di viaggio e culturale, in grado di intercettare bisogni diversi: tempo limitato a disposizione, desiderio di immergersi in ambienti naturali, attenzione ai costi, ma anche all’autenticità».

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