Il dilemma è ritornato. E si complica settimana dopo settimana: acquistare casa sfruttando un mutuo a tasso fisso o preferire un più imprevedibile finanziamento a interessi variabili? La risposta, pochi mesi fa quasi scontata, non sarà così tanto ovvia nel prossimo futuro. Tutta colpa delle incertezze internazionali che stanno rimescolando le carte.

Salasso

 E a farne le spese sono i tassi fissi. «L’IRS, indice di riferimento per i mutui fissi, trainato dall’andamento dei titoli di stato europei è aumentato; l’indice a 25 anni, ad esempio, è cresciuto di 80 punti base, passando dal 2,4% di gennaio 2025 al 3,2% di gennaio 2026», confermano gli esperti di Facile.it. «Considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, questa differenza si traduce in un aumento medio della rata di circa 50 euro al mese; in pratica chi ottiene oggi questo finanziamento pagherà circa 15.000 euro in più di interessi rispetto a chi lo ha ricevuto dodici mesi fa.»

Le simulazioni di Facile.it fanno intravedere il sorpasso nella gara di convenienza tra tasso fisso e variabile: «per un finanziamento da 126.000 euro in 25 anni, il miglior tasso fisso (TAN) disponibile online è pari al 3,25%, con una rata di 614 euro. Appena dodici mesi fa, per lo stesso mutuo, la rata era 563 euro. Se si guarda alle offerte a tasso variabile, invece, il miglior tasso (TAN) parte dal 2,34% e la rata da 555 euro, con un risparmio iniziale di quasi 60 euro».

Trucchi

L’Osservatorio Mutui di Segugio.it vede comunque il bicchiere mezzo pieno: «Il mercato del credito immobiliare di febbraio 2026 si apre con segnali incoraggianti per le famiglie italiane alla ricerca di un mutuo casa, in particolare per coloro che orientano la propria scelta verso l'efficienza energetica. Gli istituti di credito stanno spingendo con decisione sui cosiddetti mutui green, applicando condizioni di favore a chi acquista abitazioni in classe energetica A o B».

E anche in questo l’italiano medio preferisce non rischiare: «Guardando più in generale al mercato dei mutui per l'acquisto della prima casa, il 90,5% dei richiedenti mutuo opta per la sicurezza del tasso fisso, mettendosi al riparo dal rischio di rincari».

Ecco perché gli esperti spiegano che «in questo scenario, la ricerca della soluzione più conveniente passa quindi attraverso il confronto delle spese accessorie, che spesso fanno la differenza sul costo totale del finanziamento. La richiesta di mutuo prima casa oggi non guarda solo al tasso nominale (TAN), ma premia chi offre pacchetti completi con spese di istruttoria e perizia contenute».

Il suggerimento

Tuttavia, nonostante l’evolversi rapido dei mercati il consiglio degli esperti di Facile.it rimane lo stesso: «Non esiste una scelta migliore dell’altra, la decisione va presa in base alle caratteristiche di ciascun mutuatario: la propensione al rischio, la posizione reddituale e lavorativa, l’immobile oggetto di mutuo e così via», spiegano da Facile.it. «Il variabile garantisce un risparmio iniziale, che però potrebbe svanire nel corso del tempo; il fisso, di contro, a fronte di una rata più elevata, offre la certezza che questa non cambi. Il consiglio è farsi assistere da un consulente esperto che possa aiutare a valutare tutte le variabili».

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