Incidenti gravi e non di rado mortali; nelle serate estive code da ingorgo in centro; visibilità ridotta se non assente; lunghe curve in discesa e salita. Soprattutto: una sola corsia per senso di marcia e l’immancabile impudenza di chi si trova alla guida.

Descrizione sintetica della 125 Var, strada statale che collega il Cagliaritano al Sarrabus snodandosi lungo una cinquantina di chilometri tra la Nuova 554 e lo svincolo per Muravera. Un tracciato teatro sin dalla sua apertura (molti anni fa) di polemiche e schianti. Alcuni all’interno o a ridosso di diverse delle dieci gallerie che puntellano il percorso. L’ultimo avvenuto il 18 luglio, all’uscita del tunnel di S’Arcu e Sa Porta a poche centinaia di metri dall’uscita per Solanas: due morti, 12 feriti, auto in fiamme, un incendio che ha devastato ettari di macchia mediterranea.

L’Isola lontana

Si sconta uno dei problemi storici dell’Isola. La scarsa, quasi assente attenzione degli enti statali per la viabilità sarda. I lavori in corso da tempo immemore sulla Statale 131 tra Cagliari e Sassari sono storia, di rado quelle quattro corsie sono state percorse senza aver dovuto a che fare una sola volta con deviazioni e rallentamenti; la 131 Dir per Nuoro è costellata di cantieri e il manto di asfalto in lunghi tratti è in condizioni pietose; la Statale 554 che circumnaviga il Cagliaritano è tra le più trafficate e teatro spesso di tamponamenti dalle conseguenze gravi se non fatali, con tutti i cascami negativi sulla circolazione.

La 125 Var non fa eccezione. Non troppo stretta ma non sufficientemente larga, non ha rettilinei adeguati a compiere un sorpasso in sicurezza ed è piena di lunghe curve che sembrano non finire mai. Del resto su tutto il percorso le due corsie sono separate (si fa per dire) da una striscia bianca continua, a indicare con chiarezza che superare è vietato. Anche se fosse un’Ape o un mezzo pesante particolarmente lenti.

Nel 2011

Situazione nota sin dall’origine, perché già nel 2011 gli automobilisti che giornalmente percorrevano, e ancora oggi percorrono, quella strada, protestavano per la presenza di due corsie e non quattro: «In estate quando si sta dietro un camion o un camper non si sorpassa», spiegavano dalle pagine dell’Unione Sarda, «è troppo pericoloso, il movimento è eccessivo». Tanto che, per arrivare a Perdasdefogu, «sulla Nuova Orientale serve un'ora e quaranta di viaggio da Cagliari. Come nella Campuomu, che però è più lunga». L’Anas, proprietaria della strada, svelava nella replica immediata l’idea di base seguita nella realizzazione di quella striscia di asfalto: si erano scelte le due corsie perché «i flussi di traffico previsti non giustificano la realizzazione di una quattro corsie». In sostanza, nel sud Sardegna circolavano così poche auto che non avrebbe avuto senso raddoppiare la larghezza della Statale. Decisione non lungimirante, si potrebbe dire.

L'ingresso di una galleria sulla 125 Var

Tanti problemi

Qualcuno pare non aver tenuto conto dell’enorme mole di veicoli che nel periodo caldo, quantomeno da fine maggio a settembre, in questa zona dell’Isola si riversa sulle strade per andare al mare. Da Cagliari sino all’Ogliastra. O forse quel dettaglio è stato considerato, e magari il punto dolente era il costo necessario a raddoppiare le corsie. Alto. Troppo?

Di certo la Nuova Orientale ha avuto problemi sin dall’apertura. Anzi, da prima. All’avvio dei lavori, nel febbraio 2005, la data di inaugurazione era stata fissata per il maggio 2007. Poi il taglio del nastro è stato spostato all’estate 2009, alla fine di quell’anno e ancora all’inizio del 2010.

Ritardi dovuti a problemi nell’avanzamento del cantiere e legati soprattutto all'esproprio dei terreni sopra i quali doveva passare il tracciato. Poi il 24 maggio 2010 il via libera, con le auto che dal pomeriggio avevano cominciato a percorrere il tratto di nuova Statale 125 che da Murtaucci si ricollegava a quello aperto da tempo a Santa Barbara di Solanas (e che ancora arriva a San Priamo). Otto chilometri e 870 metri di strada a due corsie che da allora dovevano consentire di ridurre i tempi di percorrenza verso il Sarrabus, le file di auto di rientro dal mare e i rischi per la sicurezza. Nelle intenzioni.

Code e incidenti

L’ultimo tratto, quello tra Murtaucci e la Nuova 554, sarebbe stato completano alcuni anni dopo. Nel frattempo si erano già verificati incidenti rilevanti ed episodi inquietanti quali le code e le crisi di panico per i veicoli costretti a fermarsi dentro la galleria sopra Is Canaleddus, poco dopo Cala Regina: un tunnel sin da allora non in grado di sopportare la mole di traffico che, soprattutto nel periodo estivo, arrivava dalla litoranea. Per risolvere il problema si era pensato addirittura di istituire il senso unico sulla Provinciale 17 nel tratto da quel punto a Kal’e Moru.

Nel marzo 2013 uno degli schianti più gravi e una famiglia distrutta. Poco dopo mezzogiorno del 12, sotto una pioggia battente, una Polo appena uscita da una galleria e diretta verso il bivio per Villasimius-Costa Rei perde aderenza (in quel punto la strada curva leggermente sulla destra per chi è diretto verso il Sarrabus e la pendenza fa sì che l’acqua, quel giorno copiosa, scivoli verso sinistra, in discesa), diventa ingovernabile e si sposta verso la corsia opposta sulla quale viaggia un furgone. Impatto inevitabile e devastante. Dell’utilitaria rimangono lamiere accartocciate irriconoscibili, nell’urto muoiono un'imprenditrice sassarese di 45 anni, i suoi gemellini di quattro mesi e un suo cugino.

Uno schianto in galleria lungo la 125 Var

Il tracciato

Quattro mesi dopo l’Anas fa sapere che le regole riguardanti la sicurezza di chi viaggia disposte proprio in quel 2013 avrebbero reso di fatto la 125 Var fuori norma. Pochi giorni prima Francesco Annunziata, docente della facoltà di Ingegneria dell'Università di Cagliari, aveva spiegato sull’Unione Sarda che su quella strada nel tratto da Quartu a Castiadas «non era garantita la distanza di visibilità per il sorpasso per almeno il venti per cento del tracciato», 550 metri verso la corsia opposta indispensabili per superare senza rischiare lo scontro frontale, presente solo dopo Castiadas. Il professore poi aveva suggerito di arretrare le barriere spartitraffico in alcune curve, per recuperare visibilità verso la corsia opposta.

L’Anas dunque nel rispondere spiega che in effetti la Nuova Orientale non rispetta la regola ma c’è un motivo: la norma è stata introdotta di recente «e si applica alle future costruzioni», mentre il progetto della Statale 125 «è stato realizzato secondo la normativa dell’epoca». Sulle barriere spartitraffico inoltre «il Codice della strada chiarisce che debbano essere posizionate al limite della piattaforma stradale e nelle modalità previste». Infine, sul fatto che per risparmiare l’asfalto sia stato realizzato con materiale non drenante pericoloso in caso di pioggia, l’ente stradale precisa che in realtà quel tipo di bitume è stato steso proprio nei primi metri all’imbocco e all’uscita delle gallerie «per consentire che gli pneumatici dei veicoli in entrata smaltiscano l’acqua».

Svincolo per Muravera e San Vito

Risultato

In sintesi. La strada è nata male, sottovalutando i numeri di un traffico già allora imponente e che facilmente si poteva intuire sarebbe aumentato nel tempo; il tracciato ha un disegno tale per cui sorpassare è difficile se non impossibile; i tempi più brevi per coprire il tratto Cagliari-Ogliastra spariscono se ci si trova davanti un ostacolo tanto lento quanto impossibile da superare visti i curvoni e la visibilità inesistente.

Gli incidenti gravi continuano a ripetersi: all’origine c’è sempre (o quasi sempre) il comportamento scriteriato di chi guida. Certamente le condizioni della strada, che vanno dal suo disegno alle condizioni dell’asfalto, dalla sicurezza delle protezioni alle corsie di immissione e uscita, hanno un ruolo non secondario. E la 125 Var ne è un esempio evidente.

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