In vacanza con cani e gatti
Uno studio della società di marketing Jfc: il mercato del “pet tourism” vale potenzialmente 15,8 miliardiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
C’è un dato che fa parecchio riflettere: nelle famiglie italiane ci sono più cani e gatti che figli sotto i 14 anni. Ma questa non è un’analisi sull’inverno demografico che sta facendo invecchiare la nostra società ormai da tempo, è invece uno studio dettagliato – fatto dalla società di marketing turistico e consulenza territoriale Jfc – sul mercato delle vacanze che riguarda (e potrebbe riguardare ancora di più) gli animali.
Si racconta un settore ancora poco sviluppato in Italia (altri Paesi sono avanti), con strutture che continuano a fare offerte per i genitori con i ragazzi (i 14 anni sono l’età fino alla quale all’incirca si viaggia con mamma e papà), quando invece questi ragazzi ormai sono veramente pochi, e sono sempre di più i “pets” che partono con i loro padroni.
Dunque, in Italia ci sono poco più di 7 milioni di under 14 e quasi 16 milioni e mezzo di cani e gatti registrati. In Sardegna, sono rispettivamente 151.862 e 702.321. I nuclei familiari con almeno un animale da compagnia sono 10miloni 507mila a livello nazionale e 389mila nell’Isola – sottolinea lo studio “Dalla carrozzina al guinzaglio”.
Spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile della ricerca, «una volta erano le catene Chicco e Prenatal ad aprire punti vendita in ogni località, ma negli ultimi dieci anni questi esercizi hanno ceduto il passo a negozi dedicati agli animali domestici. Non solo, esplodono ovunque una miriade di servizi dedicati, proprio in considerazione del fatto che gli Italiani cercano il meglio per i propri amici a quattro zampe. Cliniche con team multi-specialistici, saloni di bellezza, taxi-pet, dog academy, funerali e sepolture speciali. Per contro, tutta la filiera baby segna continui indici di regressione sulle vendite, sui fatturati, sui nuovi prodotti, sui punti vendita. E questo fenomeno, ovviamente, incide sul mercato turistico, e lo farà in maniera più evidente nei prossimi anni».
Prosegue l’esperto: «Tuttavia, l’offerta turistica italiana sembra non rendersene pienamente conto, se è vero che sono moltissime le strutture ricettive che si propongono sul mercato con offerte dedicate alle famiglie con bambini, mentre invece c’è ancora reticenza verso il segmento pet. Poche offerte, con limiti di vario genere, promosse quasi in silenzio per non creare fastidio agli altri clienti. Addirittura, alcune destinazioni creano vere e proprie barriere allo sviluppo del pet tourism: la proposta di un’imposta di soggiorno di 1,50 euro al giorno per cane per i turisti in Alto Adige – poi ritirata a novembre 2025 a causa delle forti critiche – è l’esempio più lampante di una scarsa visione di prospettiva>.
Secondo l’analisi, quest’anno gli italiani soggiorneranno mediamente 12,1 notti fuori casa in compagnia del proprio cane o gatto, spendendo 22,20 euro in più al giorno per l’animale. Complessivamente sono 3 milioni 975 mila i nuclei familiari che quest’anno faranno almeno una vacanza in compagnia del proprio pet per oltre 73 milioni di presenze turistiche “umane”, generando un valore stimato in 9 miliardi 560 milioni di euro. Tuttavia, il mercato potenziale è decisamente più elevato, e potrebbe raggiungere quota 15 miliardi 802 milioni di euro.
Molte famiglie, con l’avvicinarsi delle vacanze estive, cominciano a pensare alla modalità migliore di “gestione” del proprio animale, e qui emerge come il 39,5% di questi italiani abbia già oggi deciso di non andare in vacanza con il proprio pet. Ovviamente le motivazioni sono diverse, dalla volontà di non abbandonare il cane o gatto all’impossibilità di lasciarlo in custodia a qualcuno, dall’indisponibilità economica sino alla difficoltà di trovare una location adeguata.
Le maggiori difficoltà che si riscontrano sono: la complessità nel trovare una struttura dove venga ospitato l’animale da compagnia, indicata dal 27,6% degli Italiani, ma anche la difficoltà di fare un viaggio tranquillo ed avere un trasporto adeguato per il proprio animale (14,5%). Un ulteriore problema lo riscontrano il 9,3% degli intervistati, che segnala la difficoltà di far accettare l’animale perché è di taglia media/grande.
Alta anche la quota di coloro (8,9%) che segnalano come complicato trovare ristoranti dove sia possibile entrare in compagnia dell’animale, come pure trovare spazi verdi a disposizione (6,1%) e trovare località “pet friendly” (5,6%).
La survey permette di verificare quali sono, nell’estate 2026, le regioni italiane valutate “pet friendly”. Ai vertici si posizionano tre regioni: il Trentino Alto Adige (13,5%), l’Emilia Romagna (13,2%) e la Toscana (12,6%). Ci sono inoltre altre due regioni che ottengono un’ottima valutazione: sono il Veneto (10,8%) e la Puglia (10,2%).
Seguono poi la Sicilia (7,7%), la Lombardia (5,2%), il Lazio (4,6%), la Sardegna (3,7%) e le Marche (3,1%). Con indici inferiori al 3% troviamo la Valle d’Aosta, la Calabria, l’Abruzzo, la Campania, la Liguria, il Piemonte, la Basilicata, l’Umbria, il Friuli Venezia Giulia, mentre chiude la graduatoria il Molise.
Focalizzando l’attenzione sui Paesi europei – e volendo indicare le prime 10 nazioni in graduatoria – per i nostri connazionali è la Francia la nazione più attenta alle vacanze pet, segnalata dal 27,6%, seguita dalla Spagna (12,8%), dalla Germania (9,6%), dalla Svizzera (7,7%), dal Regno Unito e dai Paesi Bassi (con il 5,1%). Troviamo poi l’Austria (4,5%) e – con il 3,8% – il Portogallo e la Svezia, chiude la classifica delle Top 10 la Croazia, indicata dal 3,2% dei rispondenti.
