Il trionfo degli ipermercati non è totale: resistono anche le botteghe di quartiere
Dati interessanti nell’indagine condotta da Altroconsumo: tra gli hard discount trionfa Eurospin, nella grande distribuzione NaturaSì, poi Coop&Coop e IpercoopPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Non sono né carne né pesce, potremmo dire dei supermercati italiani: perché, pur vendendo entrambi i tipi di alimentari, hanno portato via molta clientela ai cosiddetti “esercizi di prossimità”, una definizione ad alto contenuto di burocrazia che s’illude di sostituire il ben più digeribile “botteghe di quartiere”. Alla fine, però, le grandi strutture di vendita non riescono a convincere tutti: il negozietto sotto casa mantiene ancora un fascino al quale sono sensibili molte famiglie. Ci riesce perché puoi farti consigliare dal titolare anche se spendi un po’ di più, perché non ti rifila ortofrutta scadente e, soprattutto, con poche decine di metri di camminata si risparmia – se non denaro – almeno tempo.
A dire che le botteghe ancora «vivono e lottano insieme a noi», almeno in parte, è un’indagine di Altroconsumo, la più grande organizzazione indipendente di consumatori in Italia che fa parte di Euroconsumers. Indagando su quali supermercati siano i preferiti dagli italiani, Altroconsumo scopre anche altre curiosità, come ad esempio la resistenza delle botteghe rionali e un altro tipo di “resistenza”, intesa stavolta come opposizione, alla spesa online: la fa solo il 12 per cento degli italiani, quindi poco più di un cliente su dieci, e le ragioni sembrano ovvie: delegare a un dipendente di un supermarket la scelta di quale prosciutto affettare (l’inizio, a metà, il finalino?), dello spessore delle fette o la scelta della frutta da farci trovare già imbustata, non sembra essere una grande garanzia di qualità. Soprattutto per un popolo che, della tavola, ha fatto una filosofia. Insomma, nel mistero della busta di plastica rigorosamente a pagamento puoi trovare anche prodotti ortofrutticoli e affettati scadenti misti ad altri, magari eccellenti, e questo non si può fare a noi italiani, che a tavola ci fidiamo assai poco delle scelte di un altro.
Ma il tema della ricerca di Altroconsumo è un altro: consultando 22mila consumatori ha stilato la classifica dei supermercati più apprezzati dagli italiani tenendo conto di diversi fattori: convenienza dei prezzi, comfort del punto vendita, qualità e assortimento dei prodotti, tempi di attesa alle casse, sconti e promozioni. Da queste nostre risposte, l’organizzazione dei consumatori ha ricavato quattro diverse classifiche in base alla tipologia dei singoli punti vendita: supermercati/ipermercati, discount, insegne locali e supermercati online.
Cosa ne viene fuori, al di là dei vincitori non sempre presenti in Sardegna, un’isola che nelle indagini demoscopiche a livello nazionale sposta ben poco perché non raggiunge il milione e seicentomila abitanti? Che il panorama della distribuzione alimentare è tutt’altro che fissato: anzi, è tuttora in evoluzione. Le botteghe di quartiere continuano a dimostrare una grande capacità di tenuta, quindi i supermercati – pur restando il fulcro della spesa degli italiani – non detengono assolutamente un ruolo esclusivo, anche perché a impedirglielo ci sono pure i discount. Comunque sia, l’indagine conferma che il sistema distributivo italiano è solido e vario, infatti riesce a rispondere a bisogni diversi, a mantenere elevati livelli di soddisfazione da parte dei clienti che sono sempre più attenti al rapporto qualità-prezzo.
E allora, se parliamo di grandi strutture di distribuzione, l’oscar va alla catena nazionale NaturaSì, che esce vincitrice con il voto 79 (su cento). Secondo posto per Ipercoop (e Coop&Coop), medaglia di bronzo per Esselunga e Coop. Sono premiati dal favore dei clienti soprattutto perché offrono assortimenti ampi, contrariamente a quanto fanno tante altre catene anche locali, le quali espongono solo i prodotti alimentari che strappano ai prezzi più bassi e non accolgono le altre marche. I loro punti vendita sono giudicati curati e la qualità dei prodotti è elevata: inutile spendere poco per l’ortofrutta, se poi la si mette in tavola ed è quasi immangiabile. Buoni risultati anche per Famila, Conad e Interspar.
Crescono però i discount, che convincono un numero sempre maggiore di clienti. Eurospin batte tutti, come sempre, e lo fa a pari merito con Aldi: 76 punti. Perché? Per la capacità di combinare la convenienza con la qualità dei prodotti che vendono. Solo un punticino in meno per la catena Dpiù, ma c’è da dire – è Altroconsumo, che lo dice – che tutte le catene di discount sono nella fascia di qualità ottima, quindi non sono apprezzate solo per il risparmio. Il 71 per cento degli italiani ritiene che i prodotti a marchio di queste catene sono «buoni» o «molto buoni», mentre i loro punti vendita sono ritenuti comodi e puliti dal 65 per cento degli italiani. Per convenienza e chiarezza dei prezzi, i discount attraggono sempre più le famiglie giovani e quelle di medie dimensioni.
Ma a chi vanno, in tutto questo panorama, i giudizi migliori? Alle insegne locali, così indica l’indagine di Altroconsumo. Nel Lazio e in Abruzzo c’è la catena Dem, che è la più apprezzata in Italia con 78 punti. Significa un solo punto di vantaggio su NaturaSì, cioè l’insegna nazionale regina di quest’indagine. Seguono Visotto, Rossetto, Iperal, Tosano e Mercatò, tutte con 77 punti.
Resta una categoria: le catene che offrono la spesa online. Secondo Altroconsumo, è un canale minoritario: solo il 12 per cento dei clienti fa la spesa su internet, e la percentuale crolla al 2 se si considera che la fanno solo lì ogni settimana. Chi fa la spesa online è mediamente soddisfatto (il voto è 77) non solo tra le catene nazionali (in cui risulta vincitrice Esselunga), ma anche tra le insegne locali come Iperal e Bennet, entrambe a 75 punti.
E quando non si va al supermercato? Gli italiani che non lo fanno comprano il pane in panetteria (87 per cento), la carne in macelleria (79), il pesce in pescheria (50), il 47 (frutta e verdura) nei mercati rionali. Per detersivi, cura personale e alimenti per animali, niente da fare: esistono praticamente solo le catene specializzate di vendita al dettaglio. Prendere o lasciare.
