Il legame indissolubile tra Bergamo e Torquato Tasso
Nonostante fosse nato a Sorrento, l’artista si dichiarò “bergamasco non solo per origine, ma anche per affezione”La statua di Torquato Tasso (s. p.)
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È forte il legame tra Bergamo e Torquato Tasso. Nonostante fosse nato a Sorrento, l'artista si dichiarò “bergamasco non solo per origine, ma anche per affezione”, riconoscendo la provenienza della famiglia dalla Val Brembana, in quel Cornello dei Tasso, borgo medievale, un tempo snodo sulla “Via mercatorum”.
Le tracce. Bergamo custodisce orgogliosamente il rapporto con il poeta del Rinascimento: nella Città Alta si trovano molteplici tracce della sua presenza. Sulla parete laterale dell'Ateneo di Arti e Lettere c'è un suo sonetto, del 1586, in cui dichiara il suo amore per quella terra, elogiandone il paesaggio e riconoscendolo come porto sicuro tra i suoi viaggi. In Piazza Vecchia, ai piedi del Palazzo della Ragione, si trova una sua statua, che risale al XVII secolo, realizzata dallo scultore milanese Giovanni Battista Vismara. Fu commissionata da Marco Antonio Foppa, socio dell'Accademia, per celebrare il legame tra la città e l'artista, che per la maggior parte della sua vita restò legato alla corte ferrarese degli Estensi. Inizialmente l'opera era destinata ad essere posizionata sotto gli archi, ma, preso atto delle sue dimensioni, fu scelta l'attuale collocazione nell'angolo sinistro della piazza, dietro la fontana Contarini: impossibile che passi inosservata. Il monumento in marmo bianco spicca nella facciata in pietra del palazzo e raffigura l'autore della “Gerusalemme liberata” nell'atto di recitare alcuni dei suoi versi. Indossa un mantello e sulla testa porta la corona d'alloro, a dimostrazione della profonda stima che gli è riconosciuta. A poca distanza si trova il caffè che porta il suo nome, uno dei locali più antichi di Bergano, aperto nel 1476 con il nome di “Locanda delle due spade”. Nel 1849 una cannonata austriaca lo distrugge; l'attività ritroverà slancio qualche anno dopo, diventando la base dei bergamaschi che decisero di seguire Garibaldi nella spedizione dei Mille.
Il Centro studi. Davanti si trova la biblioteca Angelo Mai, che accoglie il Centro Studi Tassiani, la più grande raccolta di scritti sul poeta, punto di riferimento internazionale per studiosi e appassionati. A Bergamo tutto parla di Torquato Tasso, che negli scritti dedicati alla città evoca le sensazioni profonde che suscita in lui. Bellezza, pace, equilibrio che - dice - non troverebbe in nessun altro luogo al mondo. Parla con cognizione di causa, perchè a Bergamo il poeta soggiorna due volte. La prima, ospite di parenti: ha tredici anni ed è in compagnia del padre Bernardo, poco tempo dopo la morte della madre. La permanenza dura sette mesi, che ricorda con dolcezza ed emozione. La seconda volta risale a dopo la sua liberazione dall'ospedale di Sant'Anna, a Ferrara. Arriva in città a 43 anni e descrive anche questa esperienza come gratificante, ricordando di essersi sentito molto amato sia dai parenti che dagli amici.
La fonte di ispirazione. Un “locus amoenus”, fonte di ispirazione poetica e di emozioni profonde, in cui Tasso sente la corrispondenza di sentimenti, che non sempre ha avuto la fortuna di percepire nella sua vita. Un luogo dell'anima, che supera i limiti dello spazio e del tempo.
