Una volta i bambini bussavano alle porte delle case per chiedere un dono in nome delle anime dei morti. Non indossavano maschere da zombie, non avevano mantelli da vampiro e non sapevano cosa fosse Halloween. Tornavano a casa con le tasche piene di castagne, noci, mandorle, dolci e frutta di stagione. Era Is Animeddas (ma assumeva nomi differenti a seconda dei territori, come Su Mortu Mortu e Sas Animas), una tradizione che profumava di autunno, di famiglie riunite e di antichi racconti tramandati. Una Sardegna che non aveva bisogno di importare fantasmi dall'America, perché con le anime dei defunti aveva già imparato a convivere da secoli.

Oggi quelle piccole anime sembrano essere tornate. Ma hanno cambiato vestito. Al posto delle offerte per i defunti ci sono le caramelle, al posto dei racconti davanti al camino le serie tv dell’orrore, al posto dei riti popolari le zucche illuminate. E Cagliari, a pochi giorni dal 31 ottobre, sembra aver deciso di lasciarsi conquistare dalla magia di Halloween. Basta fare un giro in città: scheletri appesi ai balconi, ragnatele che ricoprono porte e finestre, fantasmi che penzolano dagli ingressi delle abitazioni. Anche le vetrine dei negozi e bar hanno cominciato a vestirsi di arancione e nero, tra pipistrelli, streghe e zucche dalle espressioni terrificanti. C'è chi si limita a qualche decorazione e chi sembra voler trasformare la propria casa nel set di un film dell'orrore. La fantasia non manca (come dimostra la foto scattata in un giardino di un’abitazione privata a Pirri). E neppure la voglia di partecipare.

Halloween non è più soltanto una festa per bambini o una scusa per organizzare una serata tra amici. È diventato un piccolo rito collettivo. Forse perché questa festa così americana ha qualcosa di profondamente familiare per i sardi. La somiglianza con “dolcetto o scherzetto” è evidente, anche se le due tradizioni hanno genesi e sviluppo diverse. Sono storie differenti, nate in contesti culturali diversi, che finiscono però per incontrarsi attorno a un’immagine comune: bambini che bussano alle porte, adulti che offrono qualcosa e una notte in cui il confine tra vivi e morti sembra più sottile.

La differenza, di sicuro, è nello spirito della festa. Halloween è un fenomeno commerciale. Is Animeddas apparteneva invece a un mondo nel quale i riti popolari scandivano la vita delle comunità. La festa americana è diventata anche una festa di casa nostra, capace di mescolare divertimento e tradizioni popolari. E forse il bello è proprio questo: perché le zucche illuminate fanno scena, scheletri e fantasmi fanno paura. Ma in Sardegna, molto prima che arrivasse Halloween, le anime avevano già imparato a bussare alle nostre porte.

© Riproduzione riservata