Escursionismo, tutti i consigli per una maggiore sicurezza
Nel 2025 il Soccorso alpino e speleologico della Sardegna ha registrato un incremento degli incidentiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Escursioni, arrampicate e altre attività all’aria aperta sono diffuse tutto l’anno anche se la primavera è la stagione che più le incoraggia. La prudenza, soprattutto per chi sceglie percorsi belli ma luoghi impervi, non è mai troppa come emerge dal bilancio 2025 del Soccorso alpino e speleologico della Sardegna che registra un incremento degli incidenti, soprattutto nelle aree montane. A maggio di un anno fa il picco di interventi: 24 in tutta l’Isola. Nel mese di aprile sono 14, a giugno 16, a luglio 17, ad agosto un leggero calo a 14. Poi ripresa con 19 interventi a settembre, 11 a ottobre, 19 a novembre, infine 5 a dicembre. Sono significativi anche i 9 di gennaio e gli 8 di febbraio mentre si scende a marzo (appena tre).
Gli interventi più frequenti sono senz’altro in Ogliastra, area di grande richiamo per tutti gli amanti di trekking, arrampicata e ciclopedalate. I soccorsi sono scattati per 40 volte nel corso del 2025, nel Sassarese per 36, nel Nuorese per 30. A quota 22 gli interventi nelle province di Cagliari e sud Sardegna, Oristano chiude con 9.
Nella mappa degli incidenti quasi il 30 per cento è rappresentato da cadute e scivolate; oltre il doppio (61,7 per cento) è legato a malori e sfinimento. In dieci casi, che equivalgono al 6 per cento, le persone soccorse sono precipitate durante l’attività mentre per altre quattro si è verificata la perdita dell’orientamento che le ha bloccate senza rendersi ben conto dove riprendere la strada del ritorno. Infine, in un caso all’origine di allarme e disagi c’è stata la caduta di sassi.
Una gran mole di lavoro, garantita dai 248 operatori del Soccorso alpino che hanno conseguito le qualifiche rilasciate dalle scuole nazionali e regionali. La delegazione alpina conta sulle stazioni di Cagliari, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Sassari e Olbia mentre quella di soccorso speleologico sulle basi di Cagliari, Iglesias, Nuoro e Sassari. Tutte, mobilitate da 112, 118, Prefetture e forze dell’ordine, hanno operato in aiuto di 167 persone. In particolare, 126 interventi si sono svolti in zone impervie dove è stato necessario anche sollecitare l’elisoccorso. A completare il quadro le missioni d’emergenza: 2.222 gli interventi a bordo degli elicotteri per il soccorso sanitario.
L’attività dove l’allarme è più frequente è rappresentata dall’escursionismo: su 167 persone soccorse ben 106 erano impegnate in percorsi di trekking, interrotti dall’incidente. I problemi con la moutain bike si registrano in 11 casi. Nove incidenti si sono verificati durante attività di alpinismo, otto durante la caccia, sette facendo arrampicata e altrettanti in uscite speleologiche, cinque lungo vie ferrate, due i soccorsi ad appassionati di parapendio.
Nel 63 per cento dei casi sono coinvolti i maschi. Sono perlopiù italiani (129), seguono i 15 turisti tedeschi, gli otto francesi. E poi tre cittadini polacchi, altrettanti belgi, due cinesi, altrettanti svizzeri, un cittadino dell’Ucraina e un altro della Turchia. L’età delle persone soccorse è compresa soprattutto tra i 50 e i 60 anni (38 casi), quelli tra i 60 e i 70 sono una fetta significativa (30), come pure quelli tra 30 e 40 anni (29), mentre va meglio per chi ha tra 40 e 50 anni (22). Non mancano gli ultrasettantenni (16 casi) e perfino gli ultraottantenni (4).
I dati aiutano a capire l’entità del fenomeno e anche a cogliere la necessità di una maggiore prevenzione. Sulla base dell’esperienza sul campo Daviede Farci, presidente regionale del Soccorso alpino e speleologico, spiega: «Anche in Sardegna, così come evidenziano i dati a livello nazionale, è stato registrato un incremento degli interventi in ambiente montano e impervio: l’attività maggiormente coinvolta si conferma l’escursionismo e, a seguire, il ciclo-escursionismo».
Farci Aggiunge: «Tra le cause degli incidenti, è molto frequente l’errore di non identificare le difficoltà dei percorsi in relazione alle proprie capacità psicofisiche per affrontarli. Pertanto rinnoviamo delle semplici raccomandazioni che, se osservate, aiutano notevolmente a ridurre i rischi e agevolano la sicurezza in montagna: fare una pianificazione attenta del percorso sulla base della valutazione delle proprie capacità fisiche, consultare il bollettino meteo, utilizzare abbigliamento adeguato alla stagione e calzature idonee all'attività escursionistica, evitare di lasciare i percorsi e sentieri principali, non improvvisare e seguire la segnaletica Cai. Inoltre, è importante avere con sé un piccolo zaino con una buona scorta d’acqua e cibo o snack, accendino, luce frontale, kit di primo soccorso, un powerbank e il gps. Fondamentale è informare qualcuno sull’itinerario che si intende fare e scaricare sul proprio smartphone Georesq, l’app gratuita appositamente creata dal Cnsas che, in caso di emergenza, permette di essere geolocalizzati e soprattutto di inviare immediatamente una richiesta di soccorso alla Centrale operativa del Soccorso alpino».
