Economia » Arbus

"Siccità, aziende e animali stanno morendo". L’allarme di agricoltori e allevatori

Venerdì 19 Maggio alle 12:02 - ultimo aggiornamento alle 13:05


Un terreno secco, immagine simbolo

«Una siccità come quella attuale non si vedeva da almeno vent'anni». A lanciare l'allarme sulla terra asciutta del territorio di Arbus sono i titolari delle aziende agricole e pastorali.

«Durante la trascorsa stagione autunnale e invernale - dice Giacomo Pusceddu, allevatore - la scarsa acqua piovana ha provocato danni ingenti alle nostre aziende. Colpito soprattutto il foraggio, ne abbiamo prodotto la metà e le scorte stanno per finire. Serve un aiuto: non possiamo far morire gli animali». I primi a raccogliere le loro istanze e sollevare il problema sono stati i consiglieri di minoranza, Michela Dessì, Paolo Salis, Emanuela Paschino, Alessandra Peddis, Gianni Lampis. Con una mozione hanno chiesto al sindaco che si attivi subito per lo stato di calamità naturale. «Si tratta di danni ingenti - affermano Dessì e Lampis - come ci hanno segnalato gli stessi agricoltori, allevatori e associazioni di categoria, l'aridità dei terreni e la scarsità delle precipitazioni piovose hanno compromesso l'annata agraria e provocato effetti devastanti su tutta l'economia del comparto. Per questo è necessario chiedere con urgenza alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità naturale».

Con l'invito di «segnalare il bisogno di un intervento alle agenzie per il sostegno all'agricoltura, Argea e Laore» e di «disporre che la Protezione civile comunale raccolga le istanze di concessione di aiuti economici per le aziende agro-pastorali».

Se ne parlerà nel prossimo Consiglio comunale. «La problematica - spiega il sindaco, Antonello Ecca - è già all'attenzione della Giunta. Me ne sto occupando personalmente. Noto con piacere che tutto il Consiglio è sensibile alle questioni che interessano il mondo agricolo. Settore trainante dell'economia locale, tra l'altro aggravato dalla crisi per il basso prezzo del latte. Mi auguro che la Regione disponga le risorse economiche. Fondi necessari a compensare i danni della siccità, considerando che le falde acquifere sono ai minimi livelli e la portata dei fiumi è nettamente inferiore alle medie storiche». (s. r.)

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