E lui è lì, imperterrito. Non sbanda, non sbuffa, digerisce i ricami nervosi del francese tascabile con una flemma che sembra provenire da un’altra dimensione.

Al caldo di Miami, umidità da incubo e il cemento bollente sotto i piedi, il tennista più forte del mondo – salvo smentite – non perde terreno, anzi.

Jannik Sinner assiste dalla sua suite del Ritz Carlton di Key Biscayne alla caduta degli dei, uno dopo l’altro: prima il divino Alcaraz, poi il giraffone Medvedev, spazzati via – fa quasi ridere dirlo – dalla generazione precedente al duo Jannik-Carlos: Korda e Cerundolo, uno del 2000 e l’altro del 1998, che solo ora raccolgono i frutti di tante bastonate e molto lavoro.

Lui, JS, adesso aspetta Michelsen, due metri e zero uno di randellate e poca mobilità. Sinner, stasera ti aspettiamo, ore 21: il numero 1 è lì, dietro l’angolo.

© Riproduzione riservata