Sinner, classe e cuore: batte Medvedev e vola in finale, ora sfida Ruud per diventare il re di Roma
Il numero 1 del mondo chiude in meno un quarto d’ora il match interrotto ieri sera per pioggia: 6-2, 5-7, 6-4(Ansa)
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Jannik Sinner batte Danil Medvedev e va in finale agli Internazionali d’Italia, dove affronterà il norvegese Casper Ruud. Il numero 1 al mondo, che ha resistito ieri a momenti a tratti drammatici, ha concluso oggi la partita sospesa per pioggia imponendosi per 6-2, 5-7, 6-4 in due ore e 34 minuti.
Ma procediamo con ordine, perché quella di ieri è stata una giornata difficile per pubblico e giocatori, con la pioggia che ha rimandato gli incontri. Ancora più difficile per Jannik Sinner, che dopo un primo set ai limiti della perfezione ha avuto un vistoso calo di energie, con tanto di tremori, iperventilazione, vomito, e ha dovuto gettare il cuore oltre l’ostacolo per restare in partita e anzi portarsi avanti prima che la pioggia interrompesse la sua semifinale.
Il pomeriggio è cominciato con Luciano Darderi, che non ne aveva più dopo tre battaglie punto a punto, in particolare quella con Jodar che lo aveva tenuto impegnato sino alle 2 del mattino. L’italoargentino ha ceduto di schianto a Casper Ruud, 6-1, 6-1.
Poi è il turno di Sinner-Medvedev. L’inizio è come da copione, uno Jannik praticamente perfetto va subito 4-0 e chiude per 6-2 il primo parziale. Ma già a inizio secondo set iniziano i patemi del numero 1 al mondo: più difficoltà nei movimenti, meno energia nei colpi. Dall’altra parte Medvedev sale di livello, capisce le difficoltà di Sinner e inizia a tessere la sua tela, aiutato dal campo pesante: scambi prolungati sulla diagonale, tante palle corte per sfiancarlo, praticamente zero errori per quasi un’ora di gioco.
Il russo si porta avanti 3-0, ma Sinner con cuore e classe lo riprende, 3 pari. E prova a farsi spingere dal pubblico, chiamando applausi e ovazioni come non gli succede quasi mai di fare. I 10mila del Foro rispondono. Si va on serve fino al 6-5 Medvedev, che con uno Jannik sfinito piazza al dodicesimo game il break che vale il parziale.
Sinner è in crisi, tra un punto e l’altro si appoggia sulla racchetta, nei cambi di campo lo si vede a volte tremare e respirare con enorme difficoltà. Vomita anche, mamma Siglinde lascia lo stadio e le migliaia di spettatori al Foro tengono il fiato sospeso. L’azzurro però getta il cuore oltre l’ostacolo, inizia ad accorciare gli scambi e nel terzo e decisivo set si porta subito avanti: sull’1-1 uno splendido rovescio lungolinea e i primi errori di Medvedev da diverse decine di minuti a questa parte gli danno il break, accompagnato da un urlo di Jannik che testimonia la difficoltà della partita e del momento. Poi il numero 1 al mondo si fa trattare la coscia dal fisioterapista, mentre Medvedev si lamenta: «Se ha i crampi non può chiedere aiuto». Vero, ma nessuno sa se Sinner abbia i crampi, e lui non lo ha dichiarato, gli spiega la giudice di gare. L’altoatesino avrebbe anche l’occasione di piazzare il doppio break sul 3-1, ma Medvedev la annulla e si riavvicina. Sul 4-2, altra chance del doppio break, ma il russo la cancella di nuovo mentre su Roma si scatena il diluvio e l’arbitro è costretto a sospendere il gioco (Sinner glielo aveva chiesto già qualche punto prima, «e se scivolo sulle righe?»). Si va dormire dunque sul 6-2, 5-7, 4-2 per Sinner e vantaggio Medvedev (con il russo al servizio).
Oggi una breve rifinitura e poi il ritorno in campo alle 16. Medvedev piazza subito un ace e va 3-4, ma Sinner non è da meno, ne piazza due e si porta sul 5-3 tenendo a zero il servizio. Poi si guadagna due matchpoint sulla battuta del russo, che li annulla con quattro punti di fila e va sul 4-5. Nel game decisivo c’è da soffrire, si va sul 30 pari con due errori dell’altoatesino, ma Jannik non trema: prima servizio e dritto per il 40-30 e poi, al termine di uno scambio in cui Medvedev gli recupera di tutto, piazza il rovescio vincente sul matchpoint e chiude 6-4, dopo essere stato in campo poco meno di un quarto d’ora.
Le parole del numero 1 al mondo al termine della breve fatica odierna: «Ieri in qualche modo siamo riusciti a finire la giornata, ma la notte non ho dormito quasi nulla. Grazie a tutti voi per il supporto, ora vediamo cosa succede domani ma sono contento. Devo riposarmi e spero di fare una bella partita. Questo è un campo speciale, già dalla prima volta nel 2019 che ci ho giocato con la wild card. L'anno scorso la finale non è andata come volevamo. Ci riproviamo e vediamo cosa succede».
Insomma, le fatiche di tre mesi senza mai fermarsi, vincendo tutte le partite che ha giocato (28 con quella di oggi), iniziano a farsi sentire. Non è un caso se nessuno, prima di Sinner, era riuscito ad aggiudicarsi i primi 4 Master 1000 della stagione, in un momento in cui c’è anche da gestire il delicato passaggio dal cemento americano alla terra europea. Domani, domenica 17 maggio, l’ultimo sforzo, poi una settimana di riposo prima del Roland Garros. In finale Sinner trova Casper Ruud, che in questo torneo ha già battuto Lorenzo Musetti (mezzo infortunato) e Luciano Darderi. Un signor giocatore soprattutto sulla terra (due finali a Parigi, oltre a una agli Us Open), tornato in gran forma in questo torneo. Negli scontri diretti non c’è storia: 4-0 Jannik, che contro Ruud non ha mai perso un set e anzi lo scorso anno proprio qui a Roma, ai quarti di finale, gli ha impartito una severa lezione sconfiggendolo per 6-0, 6-1. Ma ogni partita fa storia a sé, e bisogna vedere come ci arriva Sinner. Se avrà le energie sufficienti per conquistare il quinto titolo stagionale, la 29esima vittoria consecutiva (34esima se si considerano i soli Master 1000) e il sesto Master 1000 di fila. E per riportare un italiano a vincere il torneo di Roma cinquant’anni dopo Adriano Panatta.
In finale ci vanno anche Simone Bolelli e Andrea Vavassori, che hanno sconfitto Harrison-Skupski per 7-6, 3-6, 10-6 e trovano la coppia formata dallo spagnolo Marcel Granollers e l’argentino Horacio Zeballos.
