Bellisai e De Martis vincono la XIX Coppa Gentlemen sardi
La Triumph TR3A del 1960 domina l’ultima tappa cagliaritana e conquista la classifica assolutaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Alessio Bellisai e Riccardo De Martis hanno vinto la XIX Coppa Gentlemen sardi con auto d'epoca, grazie ad una splendida prestazione nell'ultima tappa. I due piloti avevano guidato la classifica dopo la prima tappa, erano scivolati al quarto posto dopo la seconda. Nell'ultima tappa, hanno risposto col miglior parziale assoluto tra tutti i quarantuno equipaggi in gara. La loro Triumph TR3A del 1960 — numero 15, classe E — ha percorso per l’ultima volta le strade tra Tortolì-Arbatax, Serri e Cagliari con la stessa compostezza di chi non si affretta mai perché non ne ha bisogno. Poi l’arrivo in piazza del Carmine, le premiazioni nella sala consiliare del Comune, e una vittoria che porta il peso specifico delle cose conquistate con pazienza.
Secondo posto per Maurizio Rossi e Mirco Cocilovo sul Bertone X1/9 del 1989 — numero 33, classe H —, con 873 penalità totali. Il Bertone X1/9 è una vettura che non ha mai smesso di stupire: cuneo d’acciaio e fantasia, disegnato da Marcello Gandini come una sfida alle supercar del suo tempo, ha attraversato tre giorni di Sardegna con la stessa determinazione con cui, mezzo secolo fa, sfidava le Porsche sui circuiti europei. Rossi e Cocilovo ne hanno saputo interpretare il carattere fino in fondo, guadagnandosi un secondo posto che vale quanto una vittoria.
Terzo gradino del podio per Mario Casula e Veronica Fanari sulla Toyota MR2 16V del 2000 — numero 39, classe I —, con 965 penalità totali. Casula aveva guidato la classifica dopo la seconda tappa con una prestazione di precisione raramente vista in questa manifestazione; la terza giornata ha ridisegnato le gerarchie, ma il podio finale è un riconoscimento che nessuna rimonta può togliere.
Tre giorni, quasi una Sardegna intera. Quarantuno equipaggi — da Australia, Ecuador, Gran Bretagna e da mezza Europa — hanno percorso in tre giorni i quattrocentotrenta chilometri del percorso Cagliari–Villaputzu–Tortolì–Lanusei–Arzana–Serri–Cagliari. Auto che coprono quasi un secolo di storia dell’automobile: dalla Bentley Speed Model del 1926 alla Toyota MR2 di Casula, passando per Jaguar, Alfa Romeo, MG, Porsche, Lancia, Triumph. Ogni vettura una storia, ogni equipaggio una prospettiva diversa sulle stesse curve, sugli stessi controlli timbro, sugli stessi silenzi dell’Ogliastra.
Le prove di abilità hanno scandito il ritmo dei tre giorni — Porto Corallo a Villaputzu, la zona industriale di Tortolì, Seleni con la sua finestra sul nuragico — fino all’ultima verifica di ieri mattina, prima che la carovana puntasse verso Serri e il Santuario Nuragico di Santa Vittoria: duemila anni di storia immobile ad aspettare chi arrivava su ruote veterane. Un contrasto che solo la Sardegna riesce a rendere naturale.
La parola al presidente. «Questa Coppa Gentlemen Sardi ci ricorda ogni anno perché esistiamo», dichiara Alessandro Casciu, presidente dell’Associazione Automoto d’Epoca Sardegna. «Non organizziamo una gara. Teniamo in vita una memoria. Ogni vettura che percorre queste strade porta con sé decenni di storia — della tecnica, del design, del modo in cui gli esseri umani hanno immaginato il movimento e la libertà. Vederle attraversare l’Ogliastra, passare davanti ai nuraghi, scendere verso Cagliari: è un atto culturale prima ancora che sportivo. Siamo grati agli equipaggi che vengono da ogni parte d’Europa e del mondo a condividere con noi questa passione, ai Comuni che ci accolgono, alle persone che si fermano a guardare lungo le strade. Finché ci sarà qualcuno disposto a fermarsi a guardare, sapremo che vale la pena continuare».
