È il decano degli allenatori sardi, Angelino Fiori. Sessantaquattro anni portati splendidamente e la nuova sfida sulla panchina della Torres. Già assaggiata da secondo di Vanni Sanna nei primi anni '80. Ed oggi tutta sua, trentottesima di una carriera che affonda le radici nel lontano '73.

Tra i classici latini e il calcio, “il professore”, come viene definito nell'ambiente Fiori per la laurea in Lettere e filosofia e i lunghi anni di insegnamento alle spalle, preferirà sempre il pallone: "Ogni volta è un'emozione diversa". E lo vuole un po' com'è lui, il calcio: istintivo in campo e colto nelle citazioni, determinato e leale. A due settimane dall'arrivo in rossoblù al posto dell'esonerato Roberto Ennas, Fiori, l'anno scorso ad Ittiri, ha conquistato quattro punti in due partite, pareggiando in casa col Progetto Sant'Elia ma soprattutto strappando nel derby di Olbia una vittoria sulla quale pochi, alla vigilia, avrebbero scommesso. La ricetta? Il carattere, ceduto per osmosi dall'allenatore alla squadra.

La prima esperienza da tecnico per Fiori risale al '73 al Kennedy di Sorso, squadra che “il professore” ha allenato in Seconda categoria. A seguire il giro della Sardegna in 40 anni, passando per Sennori, Nuoro, Tempio, Oristano e mille altre piazze dell'Isola. Con l'Ilva Maddalena nel cuore. Per quella storica promozione nell'ex C2 conquistata al termine della stagione '87-'88 e una retrocessione immediata, consumata tra gli applausi del caloroso pubblico isolano. L'esperienza di Fiori non si discute. Né si discute il carattere, sanguigno e fumantino. Immediato mentre gesticola con l'interlocutore di turno. Quando spiega un movimento sulla fascia a un giocatore, e, allo stesso modo, rilascia dichiarazioni alla stampa accorsa all'Acquedotto alla notizia che Fiori era stato chiamato a sostituire Ennas. Non ha esitato il presidente Antonello Lorenzoni di fronte al vulcanico tecnico che conosce bene la categoria. Non ha esitato Fiori nell'accettare ciò che egli stesso ha definito "un incarico prestigioso e ricco di stimoli". Lusingato e visibilmente emozionato, consapevole che da lui Sassari pretende la vittoria. La pressione? "È uno stato mentale: non esiste se lo spirito è forte". Lo spiega un aneddoto: nel match Ittiri-Torres, lo scorso anno, Fiori fu centrato da una bottiglietta piovuta dagli spalti, settore sassarese. Per tutta risposta “il professore” la raccolse e la lanciò indietro al mittente. Da un colpo di bottiglia al colpo di fulmine con la tifoseria turritana, il passo è breve.
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