DAL NOSTRO INVIATO

CARLO ALBERTO MELIS

IGLESIAS Kreuziger vincerà oggi a Cagliari il 28° Giro di Sardegna. Ieri invece, è stata la corsa a tappe a rischiare di perdere un protagonista, nella spettacolare e drammatica volata di Iglesias. Sabatini (forse disturbato da uno spettatore) ha toccato la ruota di Petacchi che è finito a terra, dando via libera al successo di Danilo Hondo, l'ultimo uomo del proprio treno. Tutto, per fortuna è finito bene, cioè senza conseguenze serie per i protagonisti. La Lampre-Farnese infila il terzo successo su quattro tappe e con tre uomini diversi: Gavazzi a Bonorva, Petacchi a Oristano e ieri Hondo, al primo centro con il team di Beppe Saronni.

VERSO CAGLIARI Ma è stata una giornata ricca di spunti, intensa, degno preludio all'epilogo di oggi in viale Diaz. Sotto la scalinata del Santuario della Madonna di Bonaria, il pubblico di Cagliari potrà applaudire ancora Petacchi (che, salvo complicazioni notturne), dovrebbe essere in grado di presentarsi al via di Sant'Antioco, nonostante abbia percorso gli ultimi 75 metri della tappa a bordo dell'ambulanza. Ieri è stato regolarmente classificato e resta in corsa.

IL SOGNO È chiaro, però, che ancor più felice sarebbe la gente se il taciturno spezzino fosse battuto dal corridore di casa, quell'Alberto Loddo al quale, nonostante la buona condizione, è rimasta soltanto una chance per rompere tutti i tabù: non ha mai vinto in Italia e nessun corridore sardo c'è mai riuscito, neppure nelle tappe del Giro di Sardegna.

IL TRIONFO Non così tanto, ma comunque lunga, è l'attesa per un vincitore straniero della corsa a tappe, quest'anno allestita da Stefano Pilato e dalla Leisure & Sport. L'ultimo è stato Alfons De Wolf, belga, che vinse nel 1982. Dopo di lui, Beppe Saronni ('83), Gabriele Colombo ('96), Roberto Petito ('97) e Daniele Bennati, un anno fa. Oggi il ceco vestito di rossoblù dovrà limitarsi a controllare la corsa e magari pilotare lo sprint di uno dei suoi velocisti (toccherebbe a Guarnieri, ma c'è anche Sanatini). Se non vinceranno Horner o Voeckler (cosa improbabile), gli sarà sufficiente arrivare in gruppo.

SOLITO COPIONE La pioggia al via da Carbonia, l'impetuoso maestrale e la lunga fuga iniziale senza successo: il copione è sembrato simile alle prime tre tappe. Ma con una piacevole variante: tra i fuggitivi c'è anche Stefano Usai, finalmente capace di cogliere l'attimo per evadere dal gruppo, sulla scia degli attaccanti Marangoni e Brutt. Con Celli e Ermeti, arrivati subito dopo, il sestetto prende il largo, mentre Carvajal non riesce ad accodarsi. Nel tratto iniziale verso Siliqua, il vento aiuta i sei a raggiungere un vantaggio (3'30") considerato il massimo tollerabile dal gruppo. Mentre Ermeti consolida a Villacidro il primato nei traguardi volanti, la Liquigas-Doimo e l'Acqua & Sapone mettono le sentinelle in testa al gruppo per controllare una fuga che per un pelo non viene fermata a Sardara da un passaggio a livello che si apre all'ultimo istante.

ARBUS Sulla salita che da Guspini porta ad Arbus la corsa prende forma. Ermeti, esausto per la fuga del giorno prima e soddisfatto, si lascia riprendere. Poco dopo, per evitare di consumarsi ulteriormente, perde contato dalla testa anche Usai, che scollina al quinto posto. L'olbiese anticipa un destino al quale, al km 148, si consegnano anche gli altri quattro fuggitivi, compreso Celli, primo sul gpm.

LA PICCHIATA Come nei giorni precedenti, i grandi del plotone preparano in discesa le grandi manovre per la salita. Dopo la breve discesa dentro Arbus e la risalita a passo Bidderdi, comincia la velocissima picchiata che porta a Fluminimaggiore dove è pronta a cominciare la tappa vera. È un tratto di strada bellissima, selvaggia e tecnica, che un anno fa fu percorso in senso opposto, nella Carbonia-Cagliari. Mentre davanti i fuggitivi provano un'inutile resistenza, la velocità del gruppo è vertiginosa. L'Acqua & Sapone su queste strade si è allenata un anno fa. Garzelli ha puntato il dito su questa strada quando ha visto le cartine della corsa: vuole provarci. Il gruppo piomba sui fuggitivi senza degnarli di uno sguardo, aggredisce la salita. È una battaglia e il varesino prova lo scatto a 300 metri dallo scollinamento, con Agnoli e Nibali. Niemiec parte in ritardo ma a velocità doppia, li passa e va a cementare la leadership degli scalatori.

VOLATA La selezione non c'è stata, davanti il gruppo si riforma con sessanta uomini. Lampre e Liquigas cominciano il loro lavoro tra le miniere. Impossibile sottrarsi alla volata, che in via Garibaldi è attesa da migliaia di spettatori. Il trenino Lampre-Farnese è perfetto, comincia il lungo rettilineo in leggera salita e controvento. Hondo è l'ultimo vagoncino, tira a tutta per Petacchi che si sposata sull'estrema sinistra per proteggersi dal maestrale: ai 100 metri la vittoria sembra sua, ma Sabatini si scompone e lo sgambetta. Tutti a terra. Dall'altra parte della carreggiata, Il tedesco se ne accorge e fa in tempo a rilanciare. È una vittoria senza esultanza. La festa è rimandata a sera, in hotel.
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