Dalla serie D ai campionati minori: tante grandi del passato non riescono a trovare il rilancio
Checco Fele: «Credo che, in parecchi di questi casi, il fattore economico abbia avuto un ruolo determinante»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dalla Serie C e D ai campionati minori. Tante le nobili decadute del calcio sardo che da anni militano tra la Seconda e Prima categoria senza riuscire a recuperare almeno in parte i fasti del passato. Qualche esempio. Il La Palma, il Sorso hanno un passato in Serie C. Il Sinnai, il Thiesi, la Gialeto, hanno giocato in Interregionale. Da anni militano in Seconda e Prima categoria.
A fare una prima analisi di questa situazione è Checco Fele, 76 anni, ex tecnico di grande esperienza. Gli venne affidato il suo grande amore, il Carbonia, in Serie D quando aveva appena 29 anni, e guidò i minerari anche in Serie C. «Credo che, in parecchi di questi casi, il fattore economico abbia avuto un ruolo determinante, oltre a quello legato alla struttura societaria. Arrivati a certi livelli, non si può fare a meno di figure professionali competenti e consapevoli delle responsabilità che vanno ad assumere. La maggior parte di queste società, al di là del valore delle squadre che mettevano in campo, forse ha mostrato delle carenze proprio sotto questo aspetto».
L'artefice del salto dall'Interregionale al professionismo del La Palma fu Giorgio Orrù, all'epoca amministratore unico e legale rappresentante della nuova società, costituita insieme ai soci storici. «Presi la squadra in Quarta Serie e vincemmo il campionato. La mia intenzione era quella di portarla in C1. Avevo raggiunto delle intese con altre società, tra cui Sampdoria, Como, Empoli e Milan, per rafforzare l'organico. L'obiettivo era creare una sorta di succursale del Cagliari, società nella quale ero stato anche dirigente, per favorire la crescita dei giovani che avrebbero poi potuto affermarsi in maglia rossoblù. Questo progetto, però, sfumò a causa di divergenze di vedute con il presidente del nuovo Consiglio di amministrazione, che sostituì l'amministratore unico. Nel consiglio sedevano l'ingegner Buccarelli, Masala, Moralis, Demuro, Anastasio, il giornalista Capitta e Cornacchia, quest'ultimo attuale presidente della società. Non fu quindi possibile proseguire nello sviluppo del progetto e decisi di lasciare».
Dal 1987 al 2002, a Sinnai, una figura di grande importanza fu Gianfranco Pau, presidente e allenatore per gran parte di quel periodo. Furono anni d'oro, successivi al ciclo dell'indimenticabile Cosimo Perra. «Alla fine degli anni Ottanta rilevai la società. Vincemmo tre campionati di Promozione e disputammo nove stagioni in Eccellenza. Sfiorammo la Serie D in due occasioni: nel 1989-90 arrivammo secondi, a un solo punto dal Selargius; la stagione successiva vincemmo il girone A di Promozione e il 26 maggio 1991, a Nuoro, disputammo lo spareggio con l'Alghero, primo del girone B. Andammo in vantaggio con Picciau, ma a due minuti dalla fine Sanna pareggiò. Ai tempi supplementari Salaris segnò il gol del 2-1. Una beffa».
Nella stagione 1990-91 il Sinnai partecipò anche alla fase nazionale della Coppa Italia Dilettanti, venendo eliminato agli ottavi dalla Sestrese. Tra gli altri dirigenti storici si ricordano Salvatore Cinus, Pasquale Deiana, Alberto Monni, Raffaele Serreli, Mariano Giglio, Salvatore Puddu e Mariano Pinna. A Sinnai arrivavano persino squadre di Serie A, come Piacenza e Reggina, per svolgere le rifiniture prima delle gare contro il Cagliari. Tempi forse irripetibili.
