Un gioco al veleno
Il calcio sempre più terreno di sospetti e polemiche, come nel caso dell’esultanza azzurra alla vittoria della BosniaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il calcio, il nostro calcio, è malato. Manie di persecuzione, sospetti, veleni, campanili che si scontrano, le bestemmie sui social, gli auguri di morte fra i tifosi. E quell’eterno, incancellabile, tremendo sospetto che tutto quello che succede sui campi di gioco sia frutto di una colossale macchinazione.
È un gioco affascinante, gioco e sport, confronto e divertimento (in origine), oggi è diventato altro. Perfino alla vigilia della partita in Bosnia, dove la Nazionale azzurra sfida un piccolo Paese ad alta densità calcistica, la questione tecnica è passata in secondo piano. Il sistema calcio si è cucito addosso una polemica assurda: mentre i calciatori italiani guardavano la fine della sfida fra Bosnia e Galles, finita ai rigori, uno di loro – Dimarco – ha esultato per l’uscita dei gallesi. E da quelle immagini, “rubate” da un solerte operatore di ripresa della Rai, è venuta fuori una polemica dalla portata planetaria. Il veleno che si impadronisce della partita, il sospetto, la rissa verbale, ci stiamo facendo l’abitudine. Ma non era un gioco?
