Un gol delle volte può cambiarti la vita. È la storia di Alessandro Romano, centrocampista classe 2006, quest'estate finito in prestito dalla Roma al Cagliari. È lui ad aver deciso la gara con il Parma, trovando la prima rete in Serie A e accedendo su se stesso i riflettori di un campionato alla spasmodica ricerca di giovani talenti.

Preferibilmente italiani, per risollevare una nazionale che da tre mondiali resta a casa a guardare. Qui subentra il lavoro del nuovo ct, Roberto Mancini, sabato in tribuna al Tardini per seguire proprio lui: perché Romano fino a oggi ha giocato per le giovanili della Svizzera visto che il 17 giugno di 20 anni fa nasceva nel paese elvetico, più precisamente a Winterthur nel Canton Zurigo. Ma ha ancora la possibilità di dire sì alla nazionale maggiore azzurra.

Figlio d'arte (il padre Umberto è stato un calciatore), possiede la doppia cittadinanza, dato che i nonni sono italiani così come il suo cognome.

Per questo Mancini - che ha potuto ammirare dal vivo gol e prestazione contro il Parma - è già all'opera, trovando conferma anche nelle parole dello stesso centrocampista che fino a questo momento non ha mai esordito con la nazionale maggiore svizzera. «Non è un priorità», dice l'ex Roma parlando di quale selezione potrebbe vestire in futuro. Forse per lui non lo è, per il calcio italiano un po' di più.

Nel frattempo i social romani parlano già di 'rimpianto' nell'aver lasciato andare un giovane come lui dopo una lunga trafila nelle giovanili giallorosse, dove arriva nel 2022 grazie alla segnalazione di un osservatore a Bruno Conti.

Il campione del mondo dell'82 lo vede di corsa in video, restandone abbagliato. Di lì a poco era già nel centro sportivo romanista. Un mediano col vizio del gol, perché già con l'U18 romanista colleziona 6 reti e 8 assist in 30 presenze. Ma chi lo ha allenato parla di un ragazzo di prospettiva: mancino, capace di giocare davanti la difesa, ma anche da mezzala con buoni doti di lettura in fase di anticipo e riempimento degli spazi.

(Unioneonline)

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