La Torres ha emanato un comunicato di risposta alle polemiche accese dal Campobasso dopo la gara di sabato che si è chiusa sul 2-2. La società molisana in un comunicato aveva riferito: «Il vicepresidente del Club, Nicola Cirrincione, presente sugli spalti, è stato oggetto di espressioni verbali inappropriate da parte di alcuni sostenitori della Torres».

La società sassarese replica: «La Torres intende ribadire e difendere i valori che da sempre contraddistinguono il Club e la sua comunità sportiva in tutta Italia. Rispetto, educazione, socialità e spirito sportivo rappresentano da sempre elementi fondanti dell’identità della Torres, riconosciuti nel tempo anche attraverso numerose attestazioni e riscontri a livello nazionale. Tali valori appartengono non solo alla Società, ma all’intera comunità che vive lo stadio come luogo di incontro, condivisione e partecipazione».

Viene poi puntualizzato: «Nel post-gara, in occasione del consueto appuntamento del “terzo tempo” offerto dalla Torres, non è stata segnalata né percepita alcuna situazione di tensione. Al contrario, si è respirato un clima sereno e disteso, tipico delle partite intensamente combattute sul campo ma vissute con rispetto e sportività al di fuori di esso. Questo momento di convivialità rappresenta per il Club un’espressione autentica dello spirito del territorio e della volontà di costruire relazioni positive e sincere tra le comunità sportive».

Il comunicato conclude così: «Sarà premura della Torres, alla prima occasione utile, rafforzare ulteriormente questo spirito di vicinanza e accoglienza, nella convinzione che il dialogo diretto e la relazione umana siano sempre la strada migliore per custodire e trasmettere i valori del calcio. Qualora si siano verificati comportamenti individuali non consoni, la Società ribadisce che essi non rappresentano in alcun modo i valori della Torres, che continuerà a promuovere un confronto sportivo sano, rispettoso e civile, dentro e fuori dal campo. La Torres guarda avanti orgogliosa dei propri valori e della propria tifoseria, convinta che il calcio debba restare un luogo di competizione leale, di rispetto reciproco e di incontro tra comunità diverse».

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