Malagò annuncia: «Mancini nuovo ct, Ranieri direttore tecnico». Ipotesi Zola alle giovanili
Il presidente della Figc ufficializza le scelte e rivendica lo stop a Pirlo: «C’era l’accordo, poi per questioni di opportunità ho fermato tutto»Claudio Ranieri e Roberto Mancini (Ansa)
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Roberto Mancini ct della Nazionale, Claudio Ranieri direttore tecnico. Sono loro gli uomini chiamati a far rinascere l’Italia del calcio, o perlomeno a riportarla ai Mondiali dopo la bellezza di tre edizioni “bucate”. Lo ha annunciato il presidente della Figc Giovanni Malagò al termine della riunione del Consiglio federale.
«Il tempo stringeva e ho ritenuto che Mancini fosse la persona giusta», ha detto Malagò in conferenza stampa, dopo aver annunciato al Consiglio le sue scelte. «Mi serviva una persona con cui condividere la scelta del ct, perché laddove non ci fosse stata, il mio ragionamento lasciava il tempo che trovava. Serviva una persona che diventasse direttore tecnico e presidente del club Italia. Questa persona con la quale sono state condivise queste scelte è Claudio Ranieri che da pochi minuti ha garantito al sottoscritto il suo impegno e sta arrivando dalla Calabria».
Domani alle 18 ci sarà la presentazione ufficiale con la conferenza stampa di Mancini e Ranieri. Malagò non ha voluto fornire cifre sui contratti ma ha detto che «è positiva la disponibilità economica di entrambi, una volta seduti al tavolo».
Ranieri, ex allenatore dei miracoli del Cagliari, lo scorso anno aveva rifiutato la chiamata della Nazionale perché aveva un ruolo nella dirigenza della Roma, esperienza poi terminata in seguito ai contrasti con l’allenatore Gian Piero Gasperini.
Per Roberto Mancini invece si tratta di un ritorno in azzurro: dopo i trionfali Europei 2021 e la drammatica esclusione dai Mondiali del 2022, aveva lasciato in fretta e furia la Nazionale per accasarsi in Arabia Saudita. Una fuga precipitosa che destò polemiche, fu vista come un tradimento da molti e si attirò fra le altre anche la critica dello stesso Ranieri («In Arabia non ci sarei mai andato, mi piace ancora avere stimoli differenti da quelli dei soldi»). Mancio ottenne un contratto faraonico (25 milioni all’anno) per allenare la nazionale saudita, ma l’esperienza sportiva fu deludente: si è conclusa dopo poco più di un anno con una risoluzione consensuale del contratto e risultati per niente soddisfacenti.
Quell’episodio, ha detto Malagò, è stato tenuto in considerazione: «Le scuse fatte da Roberto sono state importanti. Sono un presupposto della conferenza di domani. È evidente che sono state fatte tutte le valutazioni possibili».
Il caso Pirlo
Malagò è tornato anche sui pasticci dei giorni scorsi, confermando che lo stop ad Andrea Pirlo è arrivato per motivazioni “politiche” e non sportive: «Su Pirlo si era trovato un accordo – ha detto – poi l’evoluzione della situazione ha portato il sottoscritto a non approvare più questa candidatura. Una valutazione di opportunità», ha aggiunto, sottolineando che quella con Maldini è stata una «separazione senza polemiche».
«Mi assumo la responsabilità di aver fermato l'iter della scelta di Andrea Pirlo. Avrebbe rescisso il contratto con questa società di cui era testimonial però per tutta una serie di motivi e opportunità non me la sono sentita - ha aggiunto Malagò - Né io né, sembra, il dt sapevamo del contratto russo».
Sui rapporti con Maldini e Leonardo: «Paolo e Leo sono stati dei signori, schietti, sinceri e onesti. Ed anche da parte mia, permettetemi, la posizione è stata altrettanto schietta».
Zola alle giovanili?
«Conto entro la fine della settimana di darvi una notizia su una terza figura che verrà a bordo: farà il dirigente delle squadre nazionali, prendendo il ruolo che anni fa era di Gigi Riva», ha aggiunto Malagò. «Vorrei assegnargli il coordinamento delle nazionali giovanili che attualmente sono coordinate da Viscidi, che resta con noi. Sarà il completamento di un percorso di scelte che il consiglio federale all'unanimità ha condiviso». Potrebbe essere Zola? «È uno dei nomi possibili», la risposta di Malagò.
(Unioneonline/L)
