Il treno in corsa vi piace eccome
Nel calcio di questi giorni si levano altissime le voci – stonate – di chi campa, bene, da questo gioco ma si lamenta davanti alle telecamerePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Nel calcio di questi giorni, ipertrofico e sempre a caccia di fondi per tirare avanti, si levano altissime le voci – stonate – di chi campa, bene, da questo gioco così affascinante ma si lamenta davanti alle telecamere perché “si gioca troppo”. Allora, mettiamoci d’accordo al volo: io, per esempio, guido il Napoli, partecipo (partecipavo) alla Champions League e corro anche in campionato, ovvero le colossali iniziative commerciali che consentono al mio club di pagare gli stipendi ipertrofici a me e alla mia squadra. Però chiedo che si giochi di meno, che il numero delle partite diminuisca, lancio allarmi di vario tipo, non ultimo quello sulle regole.
Insomma, vado a testa bassa contro la “mia” organizzazione, la mia fonte di reddito, nel caso del responsabile del progetto tecnico del Napoli, Antonio Conte, aggiungo perfino – che eleganza - che «io non ho certo bisogno di soldi, sono a posto così».
E Gasperini, alla vigilia di una partita delicatissima col Cagliari, si dice d’accordo con il suo collega, criticando le regole (il sistema del Var), i calendari, i rigori, i fischietti, il malessere, la pioggia e il vento. Le mani avanti, si dice in Sardegna.
Ma allora scendete dal treno in corsa, allontanatevi dal movimento, di cui siete delle colonne portanti. Fate capire che non scherzate. O no?
