Prima Baronetto, ora CommendatoreGianfranco Zola è stato accolto questa mattina al Quirinale da Sergio Mattarella per il conferimento dell'onorificenza. Un incontro privato che ha molto emozionato l’ex fantasista di Oliena, attuale vicepresidente vicario della Lega Pro, il quale ha ricevuto dal presidente della Repubblica anche l'apprezzamento per il suo impegno per la valorizzazione del talento e dei giovani frutto anche della riforma che porta il suo nome.

«È stato molto emozionante incontrare il presidente, devo essere sincero - ha commentato Zola, che al colloquio con Mattarella era accompagnato dalla moglie, Franca -. Abbiamo parlato di calcio e giovani, lui è un profondo conoscitore ed è molto vicino al mondo dello sport e sappiamo tutti quale è il suo spessore. Mi ha fatto molto piacere». 

Zola nel 2004 era stato nominato Baronetto del Regno Unito dalla regina Elisabetta per il contributo offerto al calcio inglese; ora è impegnato in Italia per cercare di far crescere una nuova generazione di campioni del suo livello, impresa tanto più preziosa vista la crisi che ha portato alla terza mancata partecipazione di fila dal Mondiale. Il compito con la Lega Pro non lo spaventa perché, a suo giudizio, il talento non è sparito, come spesso si dice, ma piuttosto si fatica a farlo crescere, almeno in Italia.

«Altrove le cose vanno in modo diverso - afferma -. Vedo ad esempio l'Arsenal che lotta per il titolo in Premier ma fa giocare un ragazzino di 16 anni in una partita in cui è in difficoltà. Da noi serve un po' più di coraggio e capire che i giovani possono fare qualche errore. Anzi - sottolinea -, devono farlo, perché attraverso gli errori si cresce. Non è che al primo errore lo metti fuori e lo fai giocare col contagocce».

Secondo Zola, la serie C è un'ottima palestra, grazie anche alla squadre B. «Faccio alcuni nomi, da Palestra a Bartesaghi, da Ylsiz a Soulè, tutti hanno giocato in Lega Pro e andando indietro nel tempo, anche Baggio ed io abbiamo giocato in serie C. Per questo ritengo che le squadre B siano utili e fanno bene al campionato che cresce di qualità e interesse"» Parlando invece della situazione in Figc, Zola ritiene che un ex calciatore possa essere una figura valida su cui puntare, avendo tanta esperienza e anche conoscenza cui attingere, anche se «va poi aiutato in altre funzioni perché servono tante capacità», ha sottolineato di fronte ai nomi circolati di Demetrio Albertini, Paolo Maldini e Damiano Tommasi. 

(Unioneonline)

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