Terremoto nella Nazionale dopo la disfatta in Bosnia. A due giorni dal ko che ci è costato la terza eliminazione di fila dai Mondiali si sono dimessi il presidente della Figc Gabriele Gravina e il capo delegazione Gianluigi Buffon.

«Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi. Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti. Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità», così l’ex portiere campione del mondo ha annunciato le sue dimissioni, lasciando intendere che era stato proprio Gravina a chiedergli di rimandare il passo indietro.

Capo delegazione della Nazionale dall'agosto del 2023, Buffon si è dimesso «pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l'obiettivo principale era riportare l'Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti - ha sottolineato -. È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo. Rappresentare la Nazionale è per me un onore ed una passione che mi divora fin da quando ero un ragazzino. Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21. Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore».

Ancora: «Ho chiesto ed ottenuto l'inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine. Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni. Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte. Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l'insegnamento che, anche nell'epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia. Forza Azzurri sempre».

Poco prima aveva annunciato le dimissioni Gravina, alle 14.30 in avvio del Consiglio federale straordinario convocato a Roma. Le elezioni per scegliere il suo successore avranno luogo il 22 giugno.

Gravina, 72 anni, era stato eletto il 22 ottobre 2018 (quasi un anno dopo la prima delle mancate qualificazioni ai Mondiali dell’Italia, che aveva portato alle dimissioni del precedente presidente federale Carlo Tavecchio) e rieletto il 22 febbraio 2021 e successivamente il 3 febbraio 2025, in quest’ultimo caso col 98,68% dei voti.

Sul tavolo anche l’addio del ct Rino Gattuso.

(Unioneonline)

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