«Per noi bambini degli anni Sessanta, Riva è stato il Totti, il del Piero di oggi». Poi una precisazione: «Ma Gigi era un’altra cosa». L’accento è toscano, senza filtri, si va subito al punto. E poi c’è lei, venticinque anni di fuoco e di passione, recente, per i colori rosso e blu. «Io seguo mio babbo, adesso quasi non posso farne a meno. E così stiamo un po’ insieme, che non guasta».

Cuori rossoblù – Gianfranco (babbo) e Chiara (figlia) vivono la loro vita a Firenze, ma quando c’è una partita del Cagliari – alla Domus, sia chiaro – salgono sull’aereo e sbarcano felici e contenti all’aeroporto di Elmas, sempre in tempo per gli “ape” pre-partita e poi per vivere, in curva Sud, le grandi emozioni della gara. Il risultato è secondario, la passione non ha prezzo né limiti. Adottati da un popolo, quello rossoblu, che non bada ad accenti, provenienza, età. Si tifa, si sta insieme, forza Cagliari e poi tutti a casa.

Stregati dalla Domus – «Da bambino c’era solo Gigi Riva», sottolinea Gianfranco Noferi, 62 anni, dirigente dell’Enel, che in una città – Firenze – dove il calcio è religione, non ha mai avuto dubbi: Cagliari e basta, la Fiorentina può attendere. «Venni a Cagliari con mio padre nel periodo dello scudetto per motivi turistici», racconta Gianfranco, «volli vedere l’Amsicora, ero già stregato». Con lui, oggi Chiara condivide questa piacevole follia di imbarcarsi in una trasferta – ne hanno già fatte diverse, quest’anno e quella di Empoli della passata stagione – da Firenze a Cagliari per tuffarsi in curva: «All’inizio volevo solo fare dei video, in un certo senso è la mia professione, mi piace raccontare sui social la mia vita», dice, «nelle prime trasferte, quest’anno, è partito mio fratello, poi babbo ha chiesto a me e non mi è sembrato vero poter passare più tempo con lui».

Entusiasmo contagioso – Il rito ha uno svolgimento fisso: aereo, hotel in via Sardegna, amici, stadio, poi il ritorno a casa. «Ho avuto la fortuna, alcuni anni fa, di essere stato trasferito a Cagliari, ho passato un anno a girare in lungo e in largo quando possibile», racconta papà Noferi, «non rientravo a casa nemmeno per il week end, oggi ho tanti amici grazie al Cagliari, allo stadio, alla passione». Ogni sbarco in città, il pellegrinaggio all’Amsicora, ripensando «a quegli alberi altissimi sui quali si arrampicavano i tifosi, mi sembra sempre di rivederli». Instagram regala a Chiara la possibilità di rendere virali i video di padre e figlia “sciarpati” e con maglia d’ordinanza: «Sì, i video sono piaciuti talmente che anche il Cagliari ci ha ripostato nella pagina ufficiale del club e ci ha invitato all’interno della Domus, è stata una grande emozione», dice la giovane influencer, che nel settembre scorso ha documentato la trasferta dal Poetto. «Siamo grandi lettori de l’Unione Sarda», dice Gianfranco, «con gli amici di Cagliari commentiamo i voti e le cronache». L’aperitivo prima del match è immancabile, la Sud li ha adottati e ora fanno parte della scena: «Stasera qui a Firenze non ci saremo», la rivelazione, «abbiamo altri impegni improrogabili, ma il nostro “forza Cagliari” a distanza funzionerà lo stesso».

© Riproduzione riservata