Cellino punta sul concordato preventivo per evitare il crac del Brescia
La Procura però insiste per il fallimento della società con 20 milioni di debitiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La Procura di Brescia insiste per il fallimento del Brescia Calcio di Massimo Cellino, mentre la difesa dell'ex presidente rossoblù tenta l'ultima strada per evitare la liquidazione della società presentando un'istanza di concordato preventivo "in bianco", che dovrà essere successivamente integrata con il piano e la documentazione prevista dalla legge.
Davanti al Tribunale, il pubblico ministero Jacopo Berardi ha ribadito la richiesta di fallimento del club, gravato da oltre 20 milioni di euro di debiti. La nuova iniziativa della difesa arriva dopo la riattivazione della matricola federale, che consentirebbe alla società di ripartire dall'ultima categoria del calcio italiano, e sostituisce la precedente procedura di composizione negoziata della crisi.
A pesare sul procedimento è anche la relazione conclusiva dell'avvocato Eugenio Biscoli, l'esperto nominato dal Tribunale per seguire la composizione negoziata, che ha espresso un giudizio fortemente critico sull'operato della società.
Secondo il professionista, il Brescia «non ha rispettato il principio di buona fede e correttezza» durante la procedura, evidenziando l'assenza di una proposta concreta e perseguibile per i creditori e lamentando una scarsa trasparenza nei rapporti con l'esperto e con le altre parti coinvolte.
La difesa di Cellino punta ora sul concordato preventivo per mantenere in vita il club e gestire il risanamento del debito. La Procura, invece, ritiene che non vi siano i presupposti per evitare il fallimento. La decisione del Tribunale è attesa dopo il deposito della documentazione integrativa richiesta per la nuova procedura.
(Unioneonline)
