Cellino, il Brescia e l’operazione resurrezione con i milioni (di diritto) della cessione di Tonali
Riattivata la matricola della società guidata dall’ex patron rossoblù, che può incassare dalla ricca operazione di trasferimento dal Newcastle al Tottenham del giocatore cresciuto nel suo vivaioSandro Tonali e Massimo Cellino
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Massimo Cellino, ex presidente del Cagliari, torna a far parlare di sé.
Un mese fa la Procura di Brescia ha chiesto l'archiviazione per il patron nell'ambito di un'indagine per presunta commercializzazione di crediti inesistenti e riciclaggio, poi sfociata nella penalizzazione e nella retrocessione del Brescia Calcio in Serie C, evidenziando come Cellino sia stato raggirato. Quindi, nei giorni scorsi, il Comitato lombardo della Lnd ha riattivato la matricola del club, 114 anni di storia, di cui Cellino è ancora il “titolare”. C’è un perché: lo studio legale Tonucci & Partners, che assiste il Brescia Calcio, di cui Cellino continua ad essere il proprietario, ricorda che cosa comporta la riattivazione della matricola numero 7810 sul fronte dei contributi di solidarietà previsti dalla Fifa.
«Vuol dire che torna in vita la storica squadra della città e che avrà diritto a percepire i contributi di solidarietà se andrà in porto la cessione di Sandro Tonali dal Newcastle al Tottenham». C’è infatti un sistema che riconosce una quota del valore dei trasferimenti internazionali ai club che hanno curato la crescita del calciatore tra i 12 e i 23 anni.
Il regolamento stabilisce che il 5% dell'importo dell'operazione venga ripartito tra i club formatori: ogni stagione disputata tra i 12 e i 15 anni vale lo 0,25% del trasferimento, mentre quelle comprese tra i 16 e i 23 anni valgono lo 0,50% ciascuna. Avendo Sandro Tonali vestito la maglia del Brescia fino ai 19 anni, alle Rondinelle spetterebbe il 3,5% del valore dell'operazione: su un trasferimento da più di 100 milioni di euro, significa tra i 3 e i 4 milioni. La restante – minima – andrebbe al Milan. Il patron sostiene di «non aver riattivato la matricola per questo. Il tempo darà le risposte».
Resta il fatto che il Brescia Calcio ha 6,5 milioni di debiti, e che quattro li salderebbe con la cessione di Tonali, e che potrebbe ripartire dalla Terza categoria.
«Torna in vita la storica squadra della città», commenta Cellino attraverso i suoi legali. E punzecchia la dirigenza della società sorta sulle ceneri di quella storica, cioè la sua: «Questo è il vero Brescia, non il donato Salò che sta giocando nel nostro stadio». La spunterà lui anche questa volta? L’estate del calcio è lunga.
