Un nuovo presidente e un'idea di società che sconfina dal rettangolo di gioco. Federico Atzeni ha assunto quest'estate la presidenza del Villasimius Calcio, club di Eccellenza, e la linea è dichiarata: costruire qualcosa che valga per il paese tutto l'anno, non solo nei novanta minuti della domenica.

L'ultimo tassello dell'organigramma è l'ingresso di Roberto Ghessa, figura proveniente dal mondo manageriale e dell'ospitalità, chiamata a rafforzare un progetto che il club considera ormai più ampio del semplice risultato sportivo. Atzeni ne parla come di un innesto in una struttura costruita con ruoli, competenze e obiettivi definiti.

Accanto a lui lavorano il vicepresidente Cristian Meloni, Matteo Lonis nell'area manageriale e Spartaco Partis in quella organizzativa e operativa. L'area tecnica è guidata dal direttore sportivo Fabrizio Manca, con mister Federico Cocco e lo staff della prima squadra.

Anche la rosa nasce da una scelta precisa: dare valore al calcio sardo. Il Villasimius ha costruito un gruppo composto in larga parte da giocatori dell'Isola, arrivando a riportare a casa atleti che stavano vivendo esperienze lontano dalla Sardegna. «L'obiettivo è creare opportunità, trattenere talento, riportare professionalità nell'Isola», spiega il presidente, «e offrire ai giovani calciatori sardi un ambiente nel quale possano crescere senza essere necessariamente costretti ad andare altrove per trovare strutture, ambizione e prospettive».

In parallelo il club sta sviluppando un proprio sistema di immagine, abbigliamento tecnico e merchandising, con prodotti pensati per unire prestazione, design, innovazione e riconoscibilità: la squadra è il primo interprete di un'identità visiva destinata a crescere anche fuori dal campo. L'idea è integrarla con la rete dei partner commerciali del territorio – hotel, resort, strutture ricettive e attività – trasformandoli in punti di contatto tra la società, i tifosi e le migliaia di persone che ogni anno arrivano a Villasimius.

Il cuore della visione societaria, però, è la destagionalizzazione. Il clima locale consente di praticare sport per periodi molto più lunghi rispetto a numerose altre località europee: un vantaggio che il club vuole trasformare in opportunità, coinvolgendo imprenditori e operatori turistici in un modello in cui lo sport generi presenze anche nei mesi di bassa stagione. «Camp, ritiri, tornei, eventi e collaborazioni con altre società possono anticipare l'apertura delle strutture, prolungarne l'attività e creare nuovi flussi turistici».

Su questo fronte Atzeni ha già avviato interlocuzioni con importanti realtà calcistiche, comprese società professionistiche di Serie A e Serie B, per valutare possibili collaborazioni. «L'obiettivo è creare a Villasimius le condizioni per ospitare squadre, settori giovanili, academy, ritiri e appuntamenti calcistici di alto livello», dice. «Da qui può nascere anche una nuova generazione di tornei nazionali e internazionali, riprendendo esperienze che componenti dell'attuale gruppo dirigenziale hanno già realizzato in passato. Immaginare squadre provenienti dalla Sardegna, dalla Penisola e dall'estero che arrivano a Villasimius significa generare pernottamenti, ristorazione, servizi, mobilità, visibilità e nuove opportunità per l'intero sistema economico locale».

La scommessa, insomma, è far dialogare pezzi che di solito viaggiano separati: prima squadra e settore giovanile, talento sardo e management, merchandising, turismo, imprese, camp ed eventi. «Il nostro obiettivo non è pensare soltanto alla domenica», chiude il presidente. «Abbiamo una terra straordinaria, un clima straordinario, strutture ricettive di altissimo livello e un patrimonio umano e sportivo importante: ora dobbiamo riuscire a mettere tutto questo insieme. Vogliamo portare squadre, ragazzi, famiglie ed eventi a Villasimius e fare in modo che lo sport contribuisca concretamente alla destagionalizzazione. Se calcio, turismo e imprenditoria iniziano a lavorare nella stessa direzione, il valore generato può diventare enorme».

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