Per l’Olbia il pareggio col Real Monterotondo, fermato al Nespoli sull’1-1, è buono per evitare il sorpasso in classifica e lo scivolone al penultimo posto fuori dai playout. Per il resto, c’è da mangiarsi le mani per l’ennesima occasione sprecata. Peraltro in casa.

Con 29 punti in classifica e 8 di gap dalla “prima delle salve”, a quattro giornate dalla fine del campionato di Serie D la salvezza diretta è aritmeticamente ancora possibile, ma è un traguardo piuttosto arduo da raggiungere. Ne è consapevole l’allenatore dei bianchi Daniele Livieri, intervenuto ieri in sala stampa dopo il triplice fischio per commentare la partita con i laziali.

«Secondo me l’approccio è stato buono. Nella prima mezz’ora la squadra ha giocato bene, creando opportunità limpide, ma quando non riesci a fare gol inizi a perdere qualche certezza e la partita si fa più dura», ha premesso il tecnico torinese. «Quando siamo andati sotto, siamo riusciti a raddrizzarla ma non a vincerla. Loro venivano da una vittoria contro una diretta concorrente e sono venuti a giocarsela col piglio giusto: ci aspettavamo una gara difficile, però a questo punto della stagione tutte le partite lo sono. Purtroppo ci manca il gol», si rammarica Livieri.

A caldo, l’allenatore dell’Olbia ha ammesso: «In questo momento è anche dura guardare la classifica. La salvezza diretta diventa un’impresa molto difficile, bisogna essere realisti e capire che dovremo lottare per i playout». Tra le note liete dello scontro diretto col Real Monterotondo spiccano Viscovo e Putzu: il primo ha parato il rigore a Darini a inizio ripresa sullo 0-0, mentre il secondo ha segnato la rete del pareggio replicando immediatamente a Bellucci, autore del vantaggio ospite.

Per molti è stata, però, una “giornata no”: per fare punti al prossimo giro in casa della Scafatese, che ha rimediato ieri, con la promozione già in tasca, la prima sconfitta sul campo della vice capolista Trastevere, servirà ben altra prova. Di squadra e, contestualmente, dei singoli.

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