Serie D, l’Olbia tra nuovi possibili investitori e la domanda di ripescaggio
Sul futuro del club gallurese pesano i debiti, ma la Prosoccer lavora alla ristrutturazionePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La partita più difficile dell’Olbia si giocherà nelle prossime settimane. Per far fronte a stipendi arretrati dei giocatori, vertenze degli ex dipendenti e decreti ingiuntivi dei fornitori, e la rata (la prima di sei) da pagare entro il 30 giugno alla SwissPro, pari a 125mila euro, secondo quanto pattuito a gennaio per il passaggio di proprietà, la Prosoccer cerca innanzitutto nuovi investitori.
Interpellato sull’argomento, il direttore tecnico dell’Olbia, Ninni Corda, assicura che nel giro di 15 giorni sarà possibile conoscere i nomi degli imprenditori pronti a sostenere la Prosoccer nell’impresa di garantire un futuro al club gallurese, gravato, tra le altre cose, da diversi milioni di euro di debiti. Quanto alla Serie D, fallito l’obiettivo di salvare la categoria sul campo si spera nel ripescaggio. Per il quale conterà anche la solidità societaria.
Nella composizione della graduatoria entrano in gioco bacino di utenza, diritti sportivi per anzianità di affiliazione alla FIGC col medesimo numero di matricola, meriti sportivi, cioè la posizione in classifica al termine dell’ultima stagione e il risultato dei playout, e il valore sportivo, come militanza nelle diverse serie del campionato di calcio (dalla D alla A).
Ma anche l’attività giovanile e la partecipazione al campionato femminile, fronti sui quali l’Olbia non prenderebbe punti; idem per il percorso in Coppa Italia, il progetto “Giovani D Valore” e i meriti disciplinari. Nella composizione della graduatoria per i ripescaggi peseranno, poi, la valutazione dell’impianto sportivo e le detrazioni per i punti di penalizzazione in classifica, e qui l’Olbia, sanzionata per il ritardo nella domanda di iscrizione al campionato, ne perderebbe 4 (2 per ogni punto).
In soldoni, il club gallurese non arriverebbe a 30. Il regolamento di quest’anno prevede, inoltre, prima il ripescaggio di una società che ha perso i playoff di Eccellenza e poi quello di un club retrocesso dalla Serie D, in alternanza fino al completamento dell’organico. Difficile, per non dire impossibile, che l’Olbia possa rientrare tra le prime in graduatoria, fermo restando che molto dipenderà, nel caso, anche dai posti vacanti e dalle squadre che presenteranno la domanda di ripescaggio.
