All’antivigilia dello scontro diretto con l’Anzio Samuele Saggia prende la parola a nome dell’Olbia. Attraverso i canali ufficiali del club, il centrocampista sottolinea le luci e le ombre nel momento clou della stagione, in cui i bianchi, rientrati in corsa per i playout dopo la vittoria casalinga col Trastevere, si giocano la conferma della categoria.

“Domenica è arrivata una risposta importante. Una vittoria che volevamo, che cercavamo e che dovevamo a noi stessi e a chi ci sostiene. E la prossima potrebbe essere anche l’ultima partita casalinga della stagione”, premette Saggia, tra le rivelazioni dell’Olbia in questo campionato di Serie D. “Purtroppo però sono il primo a dire che non basta. Una partita non cancella tutto e non cambia da sola il nostro percorso. È solo un passo, e adesso dobbiamo dimostrare di saper dare continuità”, rimarca il mediano classe 2000.

“Abbiamo fatto vedere che possiamo reagire, che abbiamo carattere. Ma ora serve confermarlo ogni giorno, in allenamento e soprattutto in campo. Abbiamo tutti, calciatori, staff e tifosi, il diritto e il dovere di credere che questa stagione, per quanto difficile per tutti, possa essere salvata. Non possiamo fermarci proprio adesso”, dichiara ancora Saggia. “Io per primo mi prendo la responsabilità di dare di più e di fare la mia parte al massimo, perché indossare questa maglia richiede qualcosa in più sotto tutti i punti di vista. Il gruppo è unito e, insieme al direttore, al mister e a tutto lo staff”, conclude il giocatore gallurese, “continueremo a lavorare con serietà e determinazione fino all’ultimo minuto della stagione, senza mollare mai. A chi ci è stato vicino anche nei momenti più difficili va il mio grazie. Sentiamo il vostro supporto e vogliamo ripagarlo con i fatti. Adesso si guarda avanti, con più consapevolezza ma con la stessa fame”.

Nella sfida della penultima giornata di campionato l’Olbia dovrà rinunciare a Domenico Moretti per squalifica. Squadre in campo domenica al Nespoli alle 15: arbitra Cataldo Zito della sezione di Rossano coadiuvato da Alessandro Bara di Macerata e Alessio Reitano di Acireale.

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