Olbia Calcio, incombe il nodo degli stipendi arretrati
Cavalli: «L’esposizione debitoria del club supera di gran lunga i 100mila euro»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Tra le condizioni base per poter presentare la domanda di ripescaggio in Serie D, come vorrebbe fare l’Olbia, retrocessa ai playout, c’è il saldo degli stipendi dei giocatori fino alla mensilità di maggio compresa, mentre per evitare di iniziare il campionato con sanzioni che possono comportare una penalizzazione in classifica bisognerà onorare anche le pendenze con gli ex tesserati.
Ebbene, in queste ore, mentre la Prosoccer cerca nuovi finanziatori per la prossima stagione, il tema degli stipendi arretrati torna al centro del dibattito, complice il comunicato inviato agli organi di stampa dall’avvocato Mauro Cavalli, che interviene per chiarire alcuni punti sulla querelle degli emolumenti non versati ai giocatori dell’Olbia. “In qualità di legale di numerosi tesserati, ex tesserati e consulenti dell’Olbia Calcio 1905 S.r.l., preciso che, diversamente da quanto dichiarato da Ninni Corda, di fatto proprietario e principale decisore della società, l’esposizione debitoria del club, appena retrocesso sul campo, supera di gran lunga i 100mila euro”, esordisce la nota dell’avvocato bolognese.
“Non è giustificabile sostenere che la società non corrisponda gli stipendi correnti per effetto dei debiti ereditati dalla precedente gestione. Al momento dell’acquisizione da parte di Prosoccer S.r.l., infatti, tali passività erano già note e l’operazione avrebbe dovuto essere preceduta da una due diligence volta a valutarne rischi, valore, criticità e convenienza”, si legge ancora nel comunicato. “Al contrario, chi dirige realmente la società ha fuorviato tifosi e calciatori, inducendoli a credere sia nella salvezza della squadra sia nel puntuale pagamento degli atleti. La strategia adottata è stata quella di rinviare i pagamenti con continue promesse, come dimostra il caso De Grazia, saldato solo in parte e soltanto dopo la notifica del decreto ingiuntivo emesso dal giudice del lavoro”. Il riferimento è al calciatore Lorenzo De Grazia, a Olbia nella stagione 2024/25.
“Una società che, da gennaio, non riesce a pagare con regolarità e rischia penalizzazioni e deferimenti è oggettivamente esposta al pericolo di fallimento, a maggior ragione”, conclude Cavalli, “se i versamenti tardivi provengono dai conti del socio anziché da quelli societari”.
