Quando era all'Università di Boston gli è stato conferito il NABC Honors Court, riconoscimento che l’associazione americana coaches assegna ai giocatori di basket universitario capaci di abbinare alle ottime performance sportive gli eccellenti risultati accademici. Nicolò Nobili, ala-pivot di 208 cm, ha 24 anni ma è soltanto alla sua seconda stagione italiana dopo le giovanili vissute nella Virtus Bologna. «Andare da solo negli Usa mi ha reso indipendente in campo e fuori dal campo. La pallacanestro e lo studio sono stati i due piloni sui quali fondare la vita al college».

Il lungo della Dinamo spiega le differenze con il basket oltreoceano: «La pallacanestro statunitense è diversa, molto più atletica e individualista ma mi ha aiutato a migliorare le skill individuali e a lavorare sul fisico, invece qui in Italia è quasi l'opposto. L'anno scorso a Bergamo ho notato subito la grande differenza, la tattica qua è il 90% e a me piace capirla e studiarla».

Nobili è soddisfatto dell'inserimento nella squadra sassarese: «Sono state due settimane ottime di lavoro, abbiamo iniziato a giocare insieme e c'è un QI cestistico alto, ci passiamo già bene la palla e anche fuori dal campo vedo una bella chimica».

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