A due giorni dalla diffida del pagamento di compensi arretrati per 38.350 euro a un suo tesserato, assistito dall’avvocato Mauro Cavalli, l’Olbia Calcio “comunica, in riferimento al tesserato anonimamente citato, che corrisponde al nome di Carlo Giua, ex preparatore atletico, esonerato l’11 febbraio 2026”, che lo stesso “il 31 gennaio 2026 ha firmato una liberatoria nella quale confermava che, al 31 dicembre 2025, non aveva nulla a pretendere dall’Olbia Calcio”.

Nella nota diffusa questo pomeriggio il club gallurese sottolinea, tra le altre cose, “che c’è solo il Collegio Arbitrale che può assegnare o meno i compensi contestati dei tesserati e quindi non c’è assolutamente nessun pericolo di istanza giudiziale, anche perché gli importi maturati a oggi dal signor Giua non superano le poche migliaia di euro”, e annuncia che ha dato mandato ai suoi legali per procedere contro Giua e Cavalli dopo “la nota divulgata per soli scopi diffamatori”.

La replica di Cavalli non si fa attendere. “Se ritengono che ci sia diffamazione possono procedere per la loro strada, poi sarà il pubblico ministero prima e il giudice poi a valutare se c’è o meno diffamazione”, spiega l’avvocato bolognese. “Se ci sono errori di calcolo si può discuterne, ma resta il fatto che l’Olbia è inadempiente. Le liberatorie”, aggiunge Cavalli, “presuppongono il pagamento tracciabile delle retribuzioni, che quindi l’Olbia dovrà provare nelle sedi competenti. Infine, nessuna autorizzazione è stata data dal tesserato alla diffusione del suo nome”.

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