L’ex campione del ciclismo Max Lelli in Sardegna
Terzo al Giro d’Italia, unico italiano a vincere il Giro del Portogallo, ha pedalato con gli atleti della Karel Sport SinnaiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Innamorato dell'isola fin dai tempi della carriera, l'ex professionista toscano è tornato per un matrimonio a Villasimius e non ha resistito: una pedalata mattutina con quattro atleti amatoriali sardi si è trasformata in un incontro memorabile.
C'è chi la Sardegna la visita per le spiagge e chi, invece, non riesce a stare fermo nemmeno in vacanza. Massimiliano Lelli, detto "il Cinghialino", appartiene decisamente alla seconda categoria. L'ex campione toscano, ha preso casa a Costa Rei, arrivato in Sardegna per il matrimonio di un amico di Chicago che si celebrava a Villasimius, la mattina presto era già in sella. E per le strade dell'entroterra sardo ha incrociato quattro atleti amatoriali della Karel Sport Sinnai (Luca Dessì, Maurizio Olla, Michele Montis e Antonio Serreli) con i quali si è unito per un giro che nessuno dei quattro dimenticherà facilmente.
Nato il 2 dicembre 1967 a Manciano, in provincia di Grosseto, Massimiliano Lelli è una delle figure più amate del ciclismo italiano degli anni Novanta. Soprannominato "il Cinghialino" dal giornalista della Gazzetta dello Sport Pier Bergonzi per il suo stile di corsa combattivo e instancabile, Lelli ha vissuto una carriera straordinaria durata oltre quindici anni tra le strade di tutto il mondo.
Professionista dal 1989 con la maglia dell'Atala-Campagnolo, si è subito distinto per le sue doti di scalatore e cronoman. Il 1991 è l'anno che lo consegna alla storia: al Giro d'Italia conquista il terzo posto in classifica generale — alle spalle di Chioccioli e Chiappucci — vincendo due tappe di montagna di rara bellezza, sul Monviso e a Selva Val Gardena, e aggiudicandosi la maglia bianca di miglior giovane. Nella stessa stagione trionfa nel Giro di Toscana e veste la maglia azzurra ai Mondiali di Stoccarda.
La carriera lo vedrà poi raccogliere un quarto posto al Giro d'Italia, 12 partecipazioni al Tour de France, la vittoria nel Giro del Portogallo — unico italiano ad averlo conquistato — tappe alla Tirreno-Adriatico, il Campionato Italiano a cronometro, la Settimana Bergamasca e sedici successi complessivi da professionista con le maglie di Atala, Ariostea, Mercatone Uno, Saeco e Cofidis.
Ritiratosi nel 2004, grazie anche alla spinta di sua moglie non ha mai smesso di pedalare né di vivere il ciclismo: gestisce l'Agriturismo Il Raduno a Manciano, struttura bike friendly punto di riferimento per ciclisti da tutto il mondo, con furgoni, rimorchi e bici a noleggio. E i chilometri totalizzati in vita? Già superati 1.700.000.
La Sardegna nel cuore: un amore antico. Per Lelli la Sardegna non è una novità. Il legame con l'isola affonda le radici negli anni della carriera agonistica: «Sono innamoratissimo, sono tanti anni. Venivo anche durante la carriera perché si preparava il Tour con Michele Bartoli, Ivan Basso e le nostre donne andavano al mare e noi si girava all'interno della Sardegna perché ci si preparava per il Tour».
Un amore che non si è mai spento. Oggi Lelli torna regolarmente nell'isola per il Giro di Sardegna Ciclamatori, la manifestazione organizzata da Tonino Scarpitti: «Di solito ho un gruppo di americani che porto, accompagno ogni anno. Quando posso vengo, scendo volentieri».
L'incontro: “Questa gente mena”
Quella mattina a Costa Rei, Lelli era in sella per assaporare le strade dell'entroterra quando ha incrociato i tre atleti della Karel Sport Sinnai. L'incontro è stato immediato e naturale: «Adesso ho trovato dei ragazzi per strada e mi sono unito. Sono tutti forti, eh. Si vede, eh, il rapporto più su potenza. Questa è gente che mena, come si dice in gergo tecnico».
Il campione maremmano non ha nascosto il suo entusiasmo per le strade sarde: «Stamattina non potevo non fare un piccolo giro per assaporare le strade, queste salite ripide, questi mangia e bevi un po' come ci sono in Toscana, no? Sono diversi ma...».
Sulla sua carriera, con la semplicità di chi ha vissuto il ciclismo sul serio, ha commentato: «Sono bei ricordi, un ciclismo un po' diverso. Non voglio parlare male del ciclismo attuale, però forse c'era più squadra, più gruppo. Era un ambiente molto diverso, ecco».
e sul fatto di non aver mai davvero appeso la bici al chiodo, nonostante il ritiro ufficiale nel 2004: «Ho fatto l'addio al ciclismo e invece in realtà ho continuato a pedalare. Non c'è mai stato un vero addio. Ho già superato 1.700.000 km in tutta la mia vita e sono contento. È uno sport che fa bene, dobbiamo solo stare un po' attenti sulle strade».
Prima di congedarsi, un saluto che vale più di mille parole: «Un abbraccio a tutta la Sardegna»
Le voci dei protagonisti sardi. Luca Dessì, ex campione sardo di MTB, non nasconde l'emozione: «È stato un onore enorme pedalare accanto a Max Lelli. Un campione che ha fatto la storia del ciclismo mondiale, ma soprattutto una persona di un'umanità rara. Si è unito a noi come se ci conoscessimo da sempre. Al bar dopo l'uscita è stato ancora più bello: una grandissima persona, al di là del ciclista». Maurizio Olla, ex campione di categoria M3 in MTB e vincitore di numerose corse su strada, aggiunge:
«Pedalare con Max è un'esperienza che non ti dimentichi. Non solo per quello che rappresenta, ma per come ti mette a proprio agio. Nessuna distanza, nessuna aria da campione. Solo un uomo che ama la bici e ama stare con chi pedala. Il caffè al bar dopo? Il momento più bello della giornata». Michele Montis, con diversi podi di categoria nelle gare su strada all'attivo, conclude: «Max ama la Sardegna per davvero, si sentiva in ogni parola. Non è una cosa di circostanza. Speriamo davvero di poterlo andare a trovare in Toscana all'Agriturismo Il Raduno: sarebbe un altro sogno che si avvera».
Un'amicizia nata sui pedali. Storie come questa ricordano perché il ciclismo è qualcosa di più di uno sport. È un linguaggio che abbatte ogni distanza — geografica e umana — e mette sullo stesso piano chi ha corso dodici Tour de France e chi ogni domenica mattina si alza all'alba per amore della bici.
Max Lelli ha salutato la Sardegna con un abbraccio sincero. E i quattro ragazzi della Karel Sport Sinnai guardano già alla Toscana, dove le colline della Maremma e l'Agriturismo Il Raduno li aspettano. «La porta è aperta».
